Nel cuore della Sila Piccolaall’interno del Parco Nazionale della Silaun terreno della frazione Villaggio Mancuso è stato trovato trasformato in una sorta di discarica abusiva. L’area, ricadente in un contesto naturalistico soggetto a vincoli, è stata sottoposta a verifica dai militari del Carabinieri Nucleo Parco di Monaco durante un’attività di vigilanza sulla corretta gestione dei rifiuti.
Le ispezioni hanno evidenziato uno stato di degrado ambientale con materiali abbandonati sul suolo nudo. L’intervento ha visto la collaborazione tecnica dell’ARPACALchiamata a effettuare le valutazioni ambientali necessarie per definire la gravità del fenomeno e la natura dei rifiuti presenti.
Sequestro probatorio e persone deferite alla Procura di Catanzaro
Al termine degli accertamenti, i militari hanno disposto il sequestro probatorio dell’area interessata. La misura è stata adottata per preservare lo stato dei luoghi e consentire ulteriori accertamenti di natura giudiziaria. Contestualmente, sono stati deferiti alla Procura della Repubblica di Catanzaro due soggetti: il proprietario del terreno e la persona indicata come affidataria dell’area.
I due indagati sono ritenuti responsabili, secondo gli investigatori, di violazioni della normativa ambientale relative all’abbandono e alla gestione illecita dei rifiuti. Le indagini proseguono per stabilire l’esatta provenienza dei materiali rinvenuti e verificare eventuali ulteriori responsabilità legate alla gestione del sito.
Tipologia dei rifiuti rinvenuti e rilievi tecnici
Nel terreno ispezionato, classificato ufficialmente come “Zona 2” dell’area protetta, gli operatori hanno rinvenuto un mix di rifiuti speciali e alcuni rifiuti urbani. Tra i materiali presenti sono stati segnalati scarti di demolizione, imballaggi, pneumatici fuori usorifiuti ingombranti, apparecchiature elettroniche dismesse e alcuni veicoli non funzionanti abbandonati sul posto.
La coesistenza di questi diversi tipi di rifiuti in un’area sottoposta a tutela ambientale ha fatto emergere la possibile gestione illecita dei materiali. Il ruolo dell’ARPACAL è stato centrale per definire la tipologia dei rifiuti e per valutare le eventuali conseguenze ambientali sul suolo e sulle matrici ambientali circostanti.
Verifiche congiunte e competenze degli enti coinvolti
All’operazione hanno partecipato, oltre al Nucleo Carabinieri Parco di Monaco, operatori con competenze tecniche in materia ambientale. I rilievi hanno seguito il protocollo previsto per i casi che interessano aree protette: accertamenti sul campo, catalogazione dei materiali rinvenuti e predisposizione degli atti per il sequestro probatorio utile all’attività giudiziaria.
Il coinvolgimento diretto degli enti preposti ha permesso di cristallizzare lo stato dei luoghi e di avviare le procedure necessarie per la definizione delle responsabilità. L’intervento sottolinea l’attenzione verso i reati ambientali nelle zone a forte valore paesaggistico e turistico.
Contesto territoriale e valore naturalistico della Sila Piccola
La località interessata, Villaggio Mancuso nel Comune di Tavernasi trova in una delle aree della Sila Piccola più apprezzate per il patrimonio naturale e per l’attrattiva turistica. Il ritrovamento di rifiuti in una porzione vincolata del Parco Nazionale della Sila ha quindi un impatto significativo anche sotto il profilo della tutela di un territorio di pregio della Calabria.
Le operazioni di controllo e i successivi provvedimenti giudiziari ribadiscono la necessità di preservare aree protette e di contrastare pratiche di gestione illecita dei rifiuti che possono causare danni ambientali e compromettere la fruizione turistica del territorio.
Gli accertamenti rimangono aperti per completare l’indagine sulla provenienza dei materiali abbandonati e per individuare eventuali altri soggetti coinvolti nella gestione dei rifiuti rinvenuti nella Zona 2 dell’area protetta.


