Oggi si chiude ufficialmente un capitolo dirigenziale per il Catanzaroè in programma l’incontro conclusivo tra il presidente Floriano Noto e il direttore generale Paolo Morgantiche ha scelto di accettare una proposta della Fiorentina per assumere la direzione del Viola Park. La decisione di Morganti, libero di trattare essendo in scadenza di contratto, segue un corteggiamento serrato dei toscani che hanno superato la concorrenza di altre società interessate.
La separazione arriva al termine di due stagioni di lavoro con la società giallorossa. Il presidente Noto avrebbe cercato di trattare un rinnovo pluriennale, probabilmente su una base triennale, ma i margini negoziali si sono ridotti fino a rendere inevitabile la partenza del dirigente. L’addio apre ora la necessità di ricostruire l’organigramma e di decidere la direzione strategica del club per i prossimi anni.
Morganti alla Fiorentina: incarico e concorrenza
La destinazione scelta da Morganti è la gestione del Viola Parkprogetto centrale nella strategia sportiva della Fiorentina, inciso dalla volontà di figure tecniche di alto profilo. L’ingaggio è avvenuto su richiesta di dirigenti della società toscana che avevano già lavorato con Morganti in passato. Grazie al suo status contrattuale in scadenza, il dirigente piemontese ha potuto liberamente valutare le offerte: la scelta finale della Fiorentina ha prevalso su altre candidature rilevanti, compresa quella di un club emiliano che aveva manifestato interesse.
L’eredità lasciata al Ceravolo e i progetti infrastrutturali
Arrivato al Catanzaro il 14 giugno di due anni fa, proveniente dall’esperienza dirigenziale alla JuventusMorganti ha ricoperto il ruolo lasciato vacante dopo la naturale scadenza del mandato del precedente direttore generale. Nel biennio calabrese il suo intervento si è concretizzato soprattutto sugli aspetti infrastrutturali: ha partecipato alla redazione del masterplan per la riqualificazione dello stadio Ceravoloprogetto affidato a società di progettazione su commissione di soggetti economici locali, e ha seguito la pianificazione del nuovo centro sportivo che sorgerà a Simeri Mare, nei pressi del quartiere Lido.
Questi dossier infrastrutturali rappresentano parte dell’eredità gestionale lasciata dal dirigente: la definizione del masterplan e l’avanzamento della progettazione del centro sportivo sono tra i risultati che peseranno sulle scelte del prossimo direttore generale. Il lavoro sul Ceravolo e la localizzazione del centro a Simeri Mare sono stati evidenziati come priorità strategiche per la crescita del club e per il consolidamento dell’area tecnica.
Le opzioni di Noto per il dopo-Morganti e la gestione tecnica
Il presidente Noto non è rimasto colto di sorpresa dalla decisione: l’uscita di scena era contemplata nei piani e per questo è già pronto un piano alternativo, al momento riservato. Le opzioni sul tavolo seguono due filoni principali: la prima prevede l’inserimento di una figura con radici nel territorio, non necessariamente proveniente dal mondo del calcio, che lavori in sinergia con lo staff esistente; la seconda porta invece all’individuazione di un direttore generale più tradizionalmente legato alla gestione sportiva. In ogni caso la scelta finale sarà determinata dal presidente e non da una rosa aperta di candidati.
Parallelamente alla ricerca del nuovo dirigente, la dirigenza deve affrontare altre questioni legate all’organico tecnico: è previsto un confronto con l’allenatore per formalizzare eventuali uscite e trovare soluzioni condivise, così da permettere al tecnico di valutare opportunità esterne senza tensioni. Inoltre, il rapporto con il direttore sportivo Ciro Polito resta al centro dei piani societari: nonostante il contratto sia vincolante fino al 2027 grazie a opzioni automatiche, sarà necessario chiarire budget e linee guida per il mercato estivo, anche alla luce di manifestazioni di interesse da parte di altre società.
Il momento è quindi di transizione. Da un lato c’è la partenza di una figura che ha lasciato un segno organizzativo e progettuale; dall’altro ci sono scelte immediate da prendere sul fronte tecnico e dirigenziale per mantenere la continuità sportiva e amministrativa. Il presidente dovrà bilanciare esigenze di radicamento locale e competenze specialistico-calcistiche per impostare la prossima fase di crescita del club.
La piazza attende risposte rapide: la politica societaria sui dirigenti e sul mercato determinerà la capacità del club di capitalizzare sull’entusiasmo generato dalle recenti imprese sportive. Nel frattempo, la partenza di Morganti segna il passaggio di testimone verso un organigramma che dovrà confermare ambizioni e progetti già avviati.


