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Dalla dipendenza al lavoro: la storia di Domenico e il supporto dell’Unità di Strada

Domenico, 33 anni, di Sellia Marina, ha trovato la forza di uscire dalla dipendenza grazie all'Unità di Strada della Cooperativa Zarapoti. Oggi lavora e condivide la sua esperienza per aiutare altri.

Dalla dipendenza al lavoro: la storia di Domenico e il supporto dell’Unità di Strada

In un angolo della Calabria, tra le strade di Catanzaro, Lamezia Terme e Soverato, un camper viaggia incessantemente. Non è un mezzo qualsiasi: è l’Unità di Strada della Cooperativa Sociale Zarapotil’unico ente accreditato dal Sistema Sanitario Regionale Calabria per questo servizio di riduzione del rischio e supporto alle persone in difficoltà.

Nel solo anno 2026, questo mezzo mobile ha percorso oltre 5.200 chilometrioffrendo 4.400 prestazioni e stabilendo 5.300 contatti umani. Dietro questi numeri, però, ci sono storie di rinascita, come quella di Domenico33 anni, di Sellia Marina.

Dalla dipendenza alla rinascita

La storia di Domenico inizia con un gioco che molti giovani considerano innocuo: le canne. Ma quello che sembrava un divertimento si è trasformato in un vortice oscuro, che lo ha portato a fare uso di eroina e cocaina. La perdita dei genitori ha aggravato la situazione, facendolo sprofondare in un baratro dal quale sembrava impossibile uscire.

“Non riuscivo più ad uscirne perché ne ero diventato dipendente… fino a farmi arrivare a perdere tutto”, racconta Domenico. La svolta è arrivata grazie alla segnalazione dei Carabinieri di Sellia Marina, che lo hanno messo in contatto con il Ser.D. e con gli operatori dell’Unità di Strada della Zarapoti.

Gli ‘Angeli’ che hanno cambiato la sua vita

Domenico ha intrapreso un percorso di riabilitazione insieme agli operatori della Zarapoti, che lui definisce i suoi ‘Angeli’. “Grazie a loro sto riprendendo la mia vita in mano”, scrive in una lettera commovente. “Sono persone molto umili, competenti, si spendono molto per i ragazzi/e che aiutano, sono sempre pronti a tenderti la mano, ad ascoltarti, a farti capire che la vita è meravigliosa, che vali e meriti molto di più che buttare la tua vita dietro questa dipendenza orribile.”

Oggi Domenico lavora e è fiero dell’uomo che è diventato. Guardandosi allo specchio, ripete a sé stesso una frase che gli dà la forza di non voltarsi indietro: “Mi reputo pulito, ma mai guarito”.

Un messaggio di speranza per i giovani

Dalla sua ritrovata libertà, Domenico lancia un messaggio potente ai ragazzi che ancora si trovano in quel circolo vizioso: “Non pensate di essere deboli, siete forti, non buttate la vostra vita così, vivete la vita. Non abbiate timore di cercare aiuto”.

E conclude con una citazione che stringe il cuore: “Se ti droghi ti capisco, perché il mondo ti fa schifo; se non lo fai ti ammiro, perché sei in grado di combatterlo”.

Il lavoro dell’Unità di Strada non si ferma

Quella di Domenico è una delle due straordinarie vittorie che l’équipe della Zarapoti – composta da 5 professionisti contrattualizzati e 2 volontari – ha celebrato quest’anno. Ma il servizio non si ferma. L’Unità di Strada è pronta ad affrontare l’estate 2026il periodo più delicato per il consumo e l’abuso di sostanze e alcol tra i giovani.

Da giugno a settembre, per tre notti a settimanail camper della Cooperativa presidierà i luoghi della movida per fare informazione, prevenzione stradale e supportare chiunque si trovi in difficoltà.

“Il nostro obiettivo – spiegano gli operatori della Zarapoti – è intercettare precocemente il disagio. Agganciare una persona significa fare un immenso lavoro per portarla alla consapevolezza che il problema esiste e può essere curato. L’auspicio è che sul territorio nascano altre unità di strada a supporto dell’unica esistente: solo una presenza costante e capillare dove il disagio si sviluppa può salvare altre vite.”

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