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Controversie sulle ciclabili a Catanzaro: decine di milioni e risultati discutibili

Il consigliere Vincenzo Capellupo attacca la realizzazione delle ciclabili a Catanzaro, definendole spreco di risorse; l’assessore Pasquale Squillace sottolinea che «le ciclabili servono a mettere in sicurezza le strade». Eugenio Riccio firma l’intervento di critica politica.

Controversie sulle ciclabili a Catanzaro: decine di milioni e risultati discutibili

A Catanzaro è scoppiato un confronto acceso sulle piste ciclabili che sono state realizzate in più tratti cittadini. Da un lato c’è la presa di posizione netta del consigliere Vincenzo Capellupo che mette in discussione la qualità e l’utilità degli interventi; dall’altro l’Amministrazione guidata da Fiorita e l’Assessore ai Lavori Pubblici Pasquale Squillace che difendono le scelte tecniche e finanziarie fatte. Sullo sfondo restano numeri ingenti: si parla di milioni di euro e, in termini generali, di decine di milioni di euro impiegati per opere collegate alla mobilità.

Il dibattito è alimentato da affermazioni che hanno colpito l’opinione pubblica: il sintetico attacco «Spesi milioni di euro solo per mettere due strisce sull’asfalto» ha focalizzato l’attenzione sui costi percepiti come sproporzionati rispetto ai risultati pratici, mentre la replica istituzionale insiste su un diverso obiettivo d’intervento, con un richiamo a elementi come la sicurezza stradale e l’intermodalità.

Le critiche del consigliere Vincenzo Capellupo sul progetto

Il consigliere Vincenzo Capellupo ha espresso un giudizio molto severo sulla forma e sulla sostanza delle piste realizzate. Nel suo ragionamento emergono due punti chiave: la critica alla mancanza di continuità delle corsie ciclabili e l’accusa di uso improprio dei fondi pubblici. I tratti descritti appaiono spesso spezzoni cioè segmenti che non collegano quartieri o punti strategici come l’Università, le stazioni o le scuole, ma si interrompono senza offrire una rete utile ai ciclisti quotidiani. Per Capellupo, questo tipo di lavori non rispetta i criteri di progettazione legati a intermodalità e sostenibilità concetti che dovrebbero guidare l’impiego di fondi europei e nazionali.

Il problema della connessione con le stazioni FS e altri nodi urbani

Un aspetto concreto sottolineato è la carenza di collegamenti con i nodi di trasporto, in particolare le stazioni FS e le linee Metro. L’obiettivo dichiarato dei finanziamenti destinati a questi interventi includeva la connessione di quartieri periferici con servizi essenziali, così da favorire la transizione dall’auto privata al trasporto sostenibile. Secondo la critica, invece, molte piste non raggiungono i punti sensibili e quindi non offrono quel valore aggiunto di cui avrebbe bisogno la mobilità cittadina.

La difesa dell’assessore Pasquale Squillace e la posizione dell’Amministrazione

L’Assessore ai Lavori Pubblici Pasquale Squillace ha sintetizzato la posizione amministrativa con una frase chiave: «le ciclabili servono a mettere in sicurezza le strade». Questo messaggio sposta il centro del discorso dal tema del green deal e delle strategie di mobilità alla dimensione della sicurezza stradale, sostenendo che i lavori eseguiti rispondono a necessità di ordine pubblico e prevenzione degli incidenti. La scelta retorica dell’assessore mira a rivendicare il valore operativo degli interventi, anche laddove la rete ciclabile risultasse ancora incompleta o discontinua.

Nel frattempo l’opposizione politica e alcuni cittadini sollevano dubbi su come verranno rendicontati i progetti verso lo Stato e gli enti finanziatori, soprattutto quando si parla di risorse europee. L’obiezione centrale riguarda la coerenza tra finalità dichiarate dai bandi di finanziamento e interventi reali: se i fondi erano destinati a creare una mobilità integrata, secondo i critici il risultato non rispetta pienamente quei requisiti.

La voce di Eugenio Riccio e l’impatto politico locale

Il consigliere comunale Eugenio Riccio ha firmato l’intervento pubblico che riassume le accuse verso l’Amministrazione. Nelle sue righe ricorre l’idea che quanto realizzato rappresenti «l’ennesimo spreco» riconducibile alla giunta di centrosinistra guidata da Fiorita. La critica politica mette in relazione la qualità progettuale con la responsabilità amministrativa, evidenziando frustrazione tra chi si aspettava una trasformazione strutturale delle infrastrutture di mobilità urbana.

Il confronto tra chi parla di spesa non giustificata e chi cita la necessità di sicurezza e adeguamento infrastrutturale è destinato a proseguire nei prossimi passaggi istituzionali. Sul piano pratico resta aperta la questione della funzionalità delle piste ciclabili: se saranno integrate in una rete realmente utile, oppure se rimarranno segmenti isolati che alimentano ulteriori contestazioni sulla gestione delle risorse pubbliche.

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