Il congresso regionale della UIL Calabria si è aperto al Popilia Country Resort di Maierato (Vibo Valentia) con un taglio che unisce rivendicazioni salariali e richieste di riforma fiscale. Nei lavori in programma il 22 giugno e il 23 giugno la segretaria generale Mariaelena Senese ha rilanciato una proposta precisa: abbattere l’Irpef per gli under 35, collegando il tema delle retribuzioni a quello della pressione tributaria locale.
Alla presenza del segretario generale nazionale Pierpaolo Bombardieri e con l’intervento previsto del presidente della Regione Roberto Occhiuto, il confronto ha assunto una valenza istituzionale e politica, centrata su dati economici concreti e su indicatori che, secondo il sindacato, richiedono azioni mirate sul territorio calabrese.
Proposta fiscale per i giovani e quadro delle addizionali
Mariaelena Senese ha spiegato che per la Uil la questione salariale non può essere separata dal tema fiscale: “Per noi – ha detto parlando con i giornalisti – il tema salariale va di pari passo con quello legato alla pressione fiscale. Abbiamo fatto un report puntuale su quella che è l’addizionale Irpef regionale che è dell’1,73% ma abbiamo delle addizionali comunali che rasentano il massimo in tutti i comuni della regione”. Con questa lettura, il sindacato chiede misure che evitino che gli aumenti contrattuali vengano erosi dal carico fiscale locale.
Impatto sul potere d’acquisto
Nel ragionamento della Uil emerge la preoccupazione per il recupero del potere d’acquisto. Senese ha sottolineato che occorre guardare non solo al numero di nuovi occupati ma anche alla qualità dei posti di lavoro creati: “Il miglioramento del dato sull’occupazione ed è un fattore certamente positivo”, ha commentato, ma ha aggiunto che servono contratti stabili e salari che non vengano spazzati via dall’imposizione locale.
Reddito pro capite, fuga dei giovani e settore turistico
Nel corso del congresso sono stati richiamati indicatori che descrivono la situazione economica regionale. Dall’analisi citata emerge che il reddito pro capite in Calabria è pari a 16.800 euro valore che evidenzia un divario significativo rispetto alla media nazionale. Questo spiega, secondo i relatori, la tendenza all’emigrazione giovanile: senza investimenti in settori che favoriscano innovazione e occupazione di qualità, la regione faticherà a trattenere i suoi giovani.
Nel dibattito è emersa anche una critica alla dipendenza da un modello turistico percepito come caratterizzato dalla stagionalità e dalla precarietà fattori che non favoriscono uno sviluppo strutturale in grado di generare opportunità stabili per i giovani.
Occupazione femminile: numeri e confronto territoriale
Un altro nodo sollevato dalla segretaria Uil riguarda l’occupazione femminile ancora lontana dagli obiettivi europei. In Calabria il tasso è del 37% contro il 51% del Nord e ben sotto il target del 62% indicato dall’UE. Senese ha definito drammatici questi livelli, osservando che incentivi alla natalità risultano inefficaci se non si creano condizioni che permettano alle donne di conciliare lavoro e famiglia.
ZES Unica per il Mezzogiorno: la Calabria ai margini
Nel corso dei lavori è stata analizzata anche la partecipazione della regione agli strumenti per lo sviluppo industriale. I dati del Dipartimento per il Sud mostrano che la Calabria pesa solo per il 5,1% delle pratiche ZES, con 64 autorizzazioni concesse a fronte delle 526 pratiche della Campania. Questo divario mette in evidenza che la ZES finora ha favorito soprattutto aree già più attive, lasciando la Calabria in posizione periferica rispetto a una leva pensata per riequilibrare i territori.
Il quadro numerico è stato utilizzato in sede congressuale per chiedere politiche più efficaci e orientate a trasformare risorse e autorizzazioni in investimenti produttivi capaci di creare occupazione stabile e innovativa.
Il congresso della UIL Calabria rappresenta così un momento di sintesi tra istanze sindacali e priorità territoriali, con il tema guida: “Il lavoro cambia, i diritti restano. L’intelligenza artificiale al servizio delle persone” che richiama la necessità di governare la transizione tecnologica a vantaggio dei lavoratori.



