24 Giugno 2026 ☀ 29°

Chiesa calabrese e impegno contro il caporalato dopo la morte dei quattro braccianti

La Conferenza episcopale calabra, riunita a Corigliano-Rossano, condanna con forza l'uccisione dei quattro braccianti di Amendolara e annuncia che la Commissione regionale di Pastorale sociale del lavoro aprirà un percorso di approfondimento il 4 di luglio

Chiesa calabrese e impegno contro il caporalato dopo la morte dei quattro braccianti

La Conferenza episcopale calabra, riunita in sessione estiva a Corigliano-Rossanoha preso posizione netta sull’omicidio dei quattro braccianti avvenuto ad Amendolara il primo giugno. I vescovi hanno espresso, assieme al dolore e all’indignazione«la più ferma condanna» per un episodio che rivela la «totale mancanza di rispetto per la dignità umana» e richiama l’attenzione sulla condizione di un lavoro spesso «senza diritti e senza tutele», calpestato dallo sfruttamento e dalle filiere illegali.

La reazione istituzionale della Chiesa calabrese e l’appello di vicinanza

Al termine dei lavori la conferenza episcopale ha sottolineato che «la vicenda non può esaurirsi in una notizia di pochi giorni, ma provoca tutti a porre segni concreti di attenzione, presenza, impegno». Per tradurre questo impegno in azione concreta, i vescovi hanno deciso di attivare la Commissione regionale di Pastorale sociale del lavoroche ad Amendolara il 4 di luglio darà avvio a un percorso di approfondimento sul tema dello sfruttamento dei migranti e sulla piaga del caporalato. L’intento dichiarato è offrire «un segnale concreto di vicinanza» alle comunità coinvolte e alle vittime.

I nomi delle vittime e il quadro dell’accaduto

Le quattro persone morte nella strage erano: Ullah Ismat Qiemi (19 anni), Waseem Khan (29 anni), Amin Fazal Khogjani (28 anni) e Safi Iayjad (27 anni). Secondo gli elementi raccolti, i quattro sono stati arsi vivi all’interno del minivan con cui si recavano al lavoro nei campi; risulta che due uomini sono stati fermati dopo che le telecamere della stazione di servizio della statale 106 jonica-cosentina avrebbero ripreso il gesto di gettare un accendino all’interno dell’abitacolo dopo aver chiuso le portiere.

Il contesto dello sfruttamento nella Piana di Sibari

La tragedia va letta nel contesto di uno sfruttamento sistemico del lavoro agricolo. Nella Piana di Sibari la presenza di reti criminali e il fenomeno del caporalato cre

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