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Catanzaro approda al nuovo piano strutturale: cosa cambia per la città

La giunta ha inviato al Consiglio il documento definitivo del PSC: un progetto che punta alla rigenerazione, alla mobilità sostenibile e a una città policentrica

Catanzaro approda al nuovo piano strutturale: cosa cambia per la città

La Giunta comunale di Catanzaro ha formalizzato la trasmissione al Consiglio della versione definitiva del PSC, ovvero del nuovo Piano strutturale comunale. Dopo un iter iniziato con il documento preliminare adottato dal Consiglio il 28 dicembre 2026, la deliberazione segna la fase che anticipa l’approvazione definitiva: una procedura che vedrà il testo esaminato dalle Commissioni prima dell’adozione consiliare e che include la possibilità per cittadini e soggetti interessati di presentare osservazioni nel periodo previsto dalla normativa.

La portata dell’operazione non riguarda solo aspetti tecnici: dietro il fascicolo urbanistico si legge una scelta politica e strategica. Si tratta di sostituire, dopo oltre vent’anni, lo schema normativo ereditato dal Piano regolatore generale di inizio millennio con uno strumento pensato per rispondere alle trasformazioni sociali, economiche e demografiche emerse negli ultimi due decenni.

Tempi, passaggi istituzionali e osservazioni

Il percorso ora prevede il passaggio del documento alle Commissioni competenti e quindi l’esame in Consiglio comunale: da quel momento scatterà il periodo di consultazione pubblica. Saranno disponibili sessanta giorni affinché ogni cittadino, associazione o categoria presentino osservazioni motivate; trascorso tale lasso temporale e completati gli adempimenti formali, il PSC potrà entrare in vigore. Il processo è stato calibrato anche in funzione delle integrazioni richieste da enti sovraordinati, con adeguamenti legati alle nuove linee guida del PAI e con il parere favorevole della Regione sulla relazione geomorfologica.

Le principali novità del piano

Il documento definitivo introduce una serie di scelte che intendono rompere con il passato e favorire nuove modalità di sviluppo urbano. Al centro c’è la promozione della rigenerazione urbana e il principio del consumo di suolo a saldo zero, indicazioni che nascono dall’analisi di un notevole patrimonio immobiliare sottoutilizzato. Il PSC riconosce un ampio margine per il riuso di edifici dismessi, pubblici e privati, e semplifica le norme per favorire insediamenti di natura artigianale, ricettiva e commerciale, in modo da stimolare nuove opportunità occupazionali e imprese locali.

Rigenerazione e mix funzionale

Un elemento centrale è la scelta di superare lo schema dello zoning rigido, responsabile in passato di quartieri dormitorio, e di adottare l’idea di indifferenza funzionale che favorisce la mixité funzionale e sociale. La pianificazione punta a ridurre sprechi spaziali e a valorizzare le vocazioni dei diversi ambiti urbani, creando un ecosistema diversificato. Tra i dati richiamati dalla Giunta c’è la stima di una significativa percentuale di unità abitative non utilizzate, un indicatore che giustifica l’investimento sulla riqualificazione anziché sulla nuova espansione.

Mobilità e poli urbani

La nuova visione urbana insiste anche sulla mobilità sostenibile: al posto di varianti infrastrutturali datate il piano guarda al completamento del sistema di metropolitana leggera e all’introduzione di collegamenti come la cosiddetta linea T, pensata per connettere il Nord e il Sud della città. Sul fronte dei poli urbani, il documento conferisce identità precise a più aree — dal centro storico come polo della cultura al Lido come polo del turismo balneare — e rafforza l’idea di individuare Sala come polo intermodale con progetti mirati di riqualificazione.

Visione politica e attori coinvolti

La presentazione pubblica del testo è stata accompagnata dalle dichiarazioni della vicesindaca e assessora all’Urbanistica, che ha descritto il traguardo come l’avvio della fase attuativa, e dal sindaco che ha collocato l’atto dentro un quadro più ampio di governo cittadino, citando altri interventi strategici come la riqualificazione dello stadio Ceravolo e il porto. Hanno partecipato alla conferenza stampa i dirigenti tecnici, tra cui il responsabile della Pianificazione Giovanni Laganà e la responsabile del procedimento Laura Abramo, che hanno sottolineato come il documento sia il frutto di un confronto tecnico e di stakeholder locali.

Un bilancio e i prossimi passi

La Giunta definisce il PSC come un punto di discontinuità rispetto a oltre un quarto di secolo di pratiche consolidate, e punta a chiudere l’iter prima del termine del mandato amministrativo, nonostante una gestione politica caratterizzata da una maggioranza consiliare instabile. Ora la palla passa al Consiglio comunale che, dopo le audizioni e le eventuali modifiche emerse nelle Commissioni, deciderà sulla definitiva adozione; solo allora si aprirà formalmente la fase di osservazioni pubbliche e si potrà procedere all’attuazione degli interventi previsti dal Piano strutturale comunale.

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