Nel 2026 la Calabria ha segnato un’accelerazione del mercato del lavoro rispetto all’anno precedente, con un aumento dell’occupazione pari al 3,8% e un saldo positivo di 20.300 persone occupate in più. Questo risultato è stato illustrato in occasione della presentazione del rapporto annuale della Banca d’Italia presso la filiale di Catanzaroche mette a confronto l’andamento regionale con quello del Mezzogiorno e dell’intero paese.
L’incremento calabrese supera il +0,4% registrato l’anno prima e si confronta con il +1,4% del Mezzogiorno e il +0,8% a livello nazionale. Tuttavia, nonostante il saldo occupazionale positivo, permangono criticità strutturali legate alla partecipazione al mercato del lavoro e ai livelli retributivi reali.
Composizione della crescita occupazionale e livelli di partecipazione
Il rapporto evidenzia che l’aumento degli occupati riguarda sia i lavoratori dipendenti sia gli autonomicon una ripresa più marcata per questi ultimi: per gli autonomi si è completato il recupero dei livelli osservati prima della crisi sanitaria. La quota degli autonomi sull’occupazione complessiva è pari a poco più di un quarto, valore che risulta superiore a quello delle aree di confronto.
Tasso di occupazione e tasso di attività
Tra i 15 e i 64 anni il tasso di occupazione è salito al 46,4%un progresso significativo nella dinamica annua ma che mantiene la regione circa sedici punti sotto la media italiana. Sul fronte della partecipazione, invece, il tasso di attività tra i 15 e i 64 anni è rimasto stabile al 51,7%un valore nettamente inferiore rispetto alla media nazionale. Questa stabilità della partecipazione indica che, pur aumentando gli occupati, non è cresciuta la propensione complessiva della popolazione in età lavorativa a cercare o accettare un impiego.
Disoccupazione, numero di persone in cerca di lavoro e retribuzioni
L’incremento dell’occupazione si è accompagnato a una riduzione delle persone in cerca di lavoro: il tasso di disoccupazione è sceso al 9,8%. Questo calo segnala una diminuzione della pressione sul mercato del lavoro, anche se il divario con il quadro nazionale resta un elemento da monitorare.
Un elemento di criticità riguarda le retribuzioni: i salari reali nel settore privato mostrano una perdita consistente rispetto ai livelli di riferimento del passato, con una flessione che porta i salari significativamente al di sotto del 2008. Questo indica che, nonostante la crescita degli occupati, il potere d’acquisto dei lavoratori privati non è ancora tornato ai valori precrisi, contribuendo a una fragilità strutturale del mercato del lavoro regionale.
Impatto delle dinamiche occupazionali
L’aumento degli occupati ha effetti differenziati su settori e tipologie contrattuali: la ripresa degli autonomi suggerisce una maggiore attività imprenditoriale o professionale individuale, mentre la crescita dei dipendenti contribuisce alla stabilizzazione del mercato del lavoro a livello familiare. Tuttavia, la bassa partecipazione e i salari reali ancora depressi indicano che la qualità dell’occupazione e la sostenibilità del reddito restano punti critici per la Calabria.
Nel complesso, i dati presentati dalla Banca d’Italia per la regione delineano un quadro in recupero sul fronte degli occupati — con un +3,8% e 20.300 posti in più nel 2026 — ma evidenziano al tempo stesso la necessità di interventi e politiche che favoriscano l’aumento della partecipazione e il recupero dei livelli retributivi reali, per consolidare una crescita del lavoro più inclusiva e duratura.


