La lotta alla mafia non può limitarsi alla ricerca dei singoli affiliati. È questa la convinzione espressa dalla sostituta procuratrice Annamaria Frustaci, della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, durante un incontro di formazione promosso dall’Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace. La magistrata ha sottolineato come il vero terreno di conquista delle cosche sia rappresentato dalle cosiddette zone grigie ovvero quella rete di relazioni e interessi che si intrecciano tra imprenditori, professionisti e pezzi delle istituzioni.
La politica come spazio di libertà e confronto
Frustaci ha iniziato il suo intervento sottolineando la necessità di una politica autentica lontana dai biechi calcoli elettorali e orientata al bene comune. La legalità ha affermato, non è un ostacolo, ma la forma laica della fraternità citando le parole di Luigi Sturzo. La legalità, secondo la pm, si manifesta attraverso due aspetti fondamentali: la trasparenza nelle decisioni e nelle condotte, e l’educazione delle nuove generazioni di cittadini.
Il potere mafioso oltre la violenza
Le inchieste recenti, come quelle vibonesi e il processo Rinascita Scott, hanno dimostrato che la vera forza della mafia risiede al di fuori della criminalità organizzata. La zona grigia è costituita da una rete complessa di soggetti che, attraverso relazioni e interessi, alimentano il capitale sociale delle cosche. Oggi la mafia non ha sempre bisogno della violenza ha affermato Frustaci, perché trova sostegno in complicità e connivenze.
Le figure di riferimento
La magistrata ha richiamato le lezioni di figure come Rocco ChinniciPaolo Borsellino e Diego Tajani evidenziando come il loro esempio sia ancora attuale. Non basta cercare il mafioso ha detto Frustaci, bisogna interrogarsi su tutto ciò che rende possibile il potere mafioso.
Proposte concrete per contrastare le infiltrazioni
Per combattere efficacemente questo fenomeno, Frustaci ha indicato alcune misure concrete. Tra queste, l’istituzione di white list autentiche la rotazione degli incarichi e dei funzionari, e il coraggio di dire no a opere e progetti opachi. Questi progetti ha spiegato, spesso realizzano l’interesse di pochi a discapito del bene comune.
La responsabilità politica
Non basta essere assolti ha affermato, chi amministra la cosa pubblica deve essere credibile. È questa la politica che dobbiamo ricostruire, mostrando attenzione e cura verso il bene comune.


