Una studentessa universitaria spagnola di 20 annia Milano per il progetto Erasmus, ha denunciato di aver subito una violenza sessuale di gruppo nella notte tra il 22 e il 23 maggio al termine di una serata trascorsa in una discoteca in via Corellinella periferia est della città. La giovane ha raccontato di essere stata avvicinata all’interno del locale e poi aggredita all’esterno, dove sarebbe stata poi caricata su un’auto e abusata.
Il caso è ora al centro delle indagini della Procura di Milano e della Squadra mobile della polizia, che stanno lavorando per identificare i presunti autori. Gli accertamenti medici sono stati eseguiti alla clinica Mangiagallispecializzata in casi di violenza sessuale; successivamente la vittima si è recata alla Questura di Milano per sporgere formale denuncia.
Ricostruzione della notte tra il 22 e il 23 maggio
Secondo quanto riferito dalla ragazza, la serata è iniziata in un locale chiamato The Beach nella periferia est, dove avrebbe conosciuto un giovane che in seguito l’ha portata in una zona appartata nei pressi della discoteca. Lì si sarebbero aggiunti altri amici e la situazione sarebbe degenerata: la denuncia parla di «Abusi da 4-5 uomini», frase che sintetizza la stima del numero degli aggressori indicata dalla vittima. La ragazza ha anche dichiarato: «Mi hanno caricato in auto e abusata», parole con cui ha raccontato lo spostamento e le violenze subite all’interno di un veicolo.
Modalità dell’aggressione e distinzione dei luoghi
Dal racconto emerge una dinamica in più fasi: un primo approccio nel locale, lo spostamento all’esterno in una via isolata e il proseguimento a bordo di un’automobile. Le autorità stanno cercando conferme a questi passaggi attraverso l’analisi di filmati di sorveglianza e la raccolta di testimonianze. Gli investigatori hanno indicato che l’evento sarebbe avvenuto in luoghi circostanti la discoteca e poi all’interno del veicolo, ipotesi che gli accertamenti tecnici cercheranno di verificare.
Interventi medici e procedurali: ospedale, Questura e Procura
Dopo l’aggressione la giovane, in stato di choc, si è recata insieme a un’amica al pronto soccorso dove gli operatori della clinica Mangiagalli hanno effettuato le visite mediche e gli esami necessari per documentare gli abusi. I riscontri clinici sono stati registrati e sono parte degli elementi trasmessi agli uffici inquirenti. Successivamente la studentessa ha formalizzato la denuncia alla Questura di Milanodove ha reso dichiarazioni utili alla ricostruzione dei fatti.
La Procura di Milanosotto la direzione di Marcello Violaha aperto un fascicolo a carico di ignoti e ha attivato il pool di contrasto ai reati sessuali, con il coordinamento della pm Letizia Mannella. «È stato subito attivato il «codice rosso»», un passaggio procedurale che accelera gli accertamenti e le misure a tutela delle vittime nei casi di violenza sessuale.
Indagini in corso e fonti di prova
Le attività investigative comprendono l’acquisizione di immagini dalle telecamere di sorveglianza presenti nella zona della discoteca e nelle strade limitrofe, l’audizione di testimoni e la verifica dei passaggi in taxi o in altre auto la notte tra il 22 e il 23 maggio. La Squadra mobile sta concentrando gli sforzi sull’identificazione dei quattro o cinque uomini citati dalla vittima per poter ricostruire ruoli e responsabilità.
La ragazza, dopo aver fornito la sua versione agli inquirenti ed essere stata ascoltata a verbale, è rientrata in Spagna dalla sua famiglia. Nel frattempo le forze dell’ordine continuano a lavorare per trovare elementi che permettano di rintracciare i responsabili e chiarire la dinamica completa della vicenda.
Impatto procedurale e attenzione sul caso
La vicenda ha innescato l’attivazione di percorsi protettivi previsti dalla normativa per le vittime di violenza sessuale. Il fascicolo aperto dalla Procura è ancora a carico di ignoti, mentre il pool guidato dalla pm Letizia Mannella coordina gli accertamenti. Le autorità mantengono riserbo su dettagli investigativi per non compromettere le indagini, ma confermano l’impegno a identificare gli autori delle presunte violenze.
Resta confermato l’impegno delle strutture mediche e delle forze dell’ordine nel fornire assistenza alla vittima e nel procedere con le verifiche tecniche e testimoniali necessarie a ricostruire i fatti avvenuti tra il 22 e il 23 maggio.


