26 Settembre 2026 ☀ 15°

Mancata comunicazione impedì alla Guardia costiera di coordinare il Sar e salvare il caicco

Il capitano Vittorio Aloi ha dichiarato che la tardiva comunicazione delle informazioni impedì alla Guardia costiera di attivare il coordinamento del Sar nella notte del 26 febbraio 2026, con ricadute decisive sull’esito del naufragio del caicco Summer Love.

Mancata comunicazione impedì alla Guardia costiera di coordinare il Sar e salvare il caicco

La ricostruzione emersa in aula mette al centro la mancanza di scambi informativi tempestivi tra le forze in mare e la Sala Operativa di Crotone. Il capitano di vascello Vittorio Aloiallora comandante della Capitaneria di porto di Crotone, ha spiegato che un ritardo nelle comunicazioni ha impedito alla Guardia costiera di assumere il coordinamento delle operazioni di ricerca e soccorso (Sar) e che, di conseguenza, sarebbe stato impossibile evitare il naufragio del caicco.

La rilevanza dei radar e la gestione dei ruoli tra Corpi

Nel corso dell’udienza il testimone ha sottolineato come la presenza o l’assenza di un contatto radar sia determinante per la qualificazione dell’operazione. «A Punta Stilo e Isola Capo Rizzuto la Finanza ha due radar. Noi non abbiamo radar in Sala Operativa», ha detto Aloi, spiegando che in assenza di ritorni radar bisogna considerare l’ipotesi che la nave sia affondata e che l’attività debba essere classificata come Sar. Secondo il suo racconto, l’informazione utile è arrivata «troppo tardi» e la notizia dell’imminente naufragio sarebbe giunta dalla componente dei Carabinieri.

Il testimone ha inoltre ricordato il contenuto dell’accordo tecnico operativo del 2005che assegna priorità all’attività di polizia ma stabilisce anche che, quando emergono elementi che possano rappresentare pericolo per la vita delle persone in mare, è il Corpo delle Capitanerie di porto che interviene. Aloi ha sintetizzato: «Lo avremmo intercettato a due miglia dalla costa così non si sarebbe spiaggiato.»

Qualificazione dell’operazione e ruolo della Guardia di Finanza

Il comandante ha chiarito che, fino a quando le unità di un altro corpo sono presenti e gestiscono la navigazione come operazione di polizia, la Capitaneria non può automaticamente assumere il coordinamento Sar. «Non c’erano elementi per noi per dichiarare il Sar», ha spiegato, perché era noto che c’erano unità della Guardia di Finanza in mare che trattavano il caso come attività di law enforcement.

Tempi, condizioni marine e valutazioni sull’intervento

Aloi ha inoltre descritto le condizioni meteo-marine e la capacità d’intervento: la Guardia costiera, ha detto, dispone di mezzi pensati per il soccorso e avrebbe raggiunto la zona in meno di due ore. «I mezzi della Guardia costiera potevano affrontare quelle condizioni: c’era un’onda media di due metri e mezzo e la nostra unità non avrebbe avuto alcuna difficoltà. Sono fatte apposta per garantire il soccorso.

La testimonianza ha toccato anche il monitoraggio effettuato da altre strutture: Aloi ha riferito che, quando ricevettero l’allerta di Frontexnon vi fu «la fase di incertezza» e che l’imbarcazione «Navigavano in assetto con il mare in poppa. Non c’erano pericoli», per come era valutato in quel momento. Solo quando il bersaglio venne perso dai rilevamenti si sarebbe dovuto porre il problema della pericolosità.

Quantità di persone a bordo e pericolo principale

Interrogato sull’entità dell’equipaggio umano, Aloi ha affermato che la qualificazione dell’operazione non sarebbe cambiata se fosse stato noto il numero delle persone imbarcate: «La qualificazione non sarebbe cambiata se avessimo saputo che c’erano 100 migranti.» Ha aggiunto poi che il caicco «Ha navigato per 300 miglia senza problemi.» e che il rischio rilevante non è tanto la percorrenza o il numero di passeggeri quanto «arrivare vicino alla costa», dove si verificano le criticità maggiori.

In aula sono state anche ricordate le organizzazioni di soccorso presenti come parti civili e la testimonianza di sopravvissuti che ha contribuito a ricostruire la notte del 26 febbraio 2026. L’udienza riportata il 05/06/2026 alle 21:12 ha quindi messo al centro il nodo delle comunicazioni e la catena di responsabilità tra le diverse forze impegnate nelle operazioni in mare.

Il quadro tratteggiato dal comandante evidenzia come decisioni procedurali, disponibilità di strumenti di monitoraggio e tempistiche di scambio informativo abbiano avuto un ruolo determinante nella gestione dell’evento e nell’impossibilità di attivare in tempo il Sarcon conseguenze tragiche per il caicco coinvolto.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Catanzaro adesso

QUALITÀ ARIA
Buona
NO₂ 4 µg/m³
ACCADUTO OGGI
Curiosità storiche legate al 26 Settembre