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Il gip di Catanzaro revoca gli arresti domiciliari del sindaco

Il gip di Catanzaro ha annullato gli arresti domiciliari di Stasi e Curia, ritenendo le prove deboli e la versione dell’accusa una semplice vanteria.

Il gip di Catanzaro revoca gli arresti domiciliari del sindaco

Nel quadro dell’inchiesta Ginestra sulla presunta infiltrazione della criminalità organizzata nella Sibaritide, il giudice di garanzia della GIP distrettuale di Catanzaro, Fabiana Giacchetti, ha pronunciato una decisione inattesa. Giovedì 5 novembre ha revocato gli arresti domiciliari che dal 28 ottobre confinavano il sindaco di Corigliano Rossano, Flavio Stasi, con il classico braccialetto elettronico, ordinandone l’immediata liberazione. La stessa misura è stata sospesa per Vincenzo Curia, imputato per aver messo a contatto il primo cittadino con l’avvocato Annibale Matalone.

Le dichiarazioni di Vincenzo Curia e il contrappeso probatorio

Durante l’interrogatorio del 2 novembre, Curia aveva sostenuto di essere un semplice simpatizzante della candidatura di Stasi, negando ogni pressione da parte del sindaco. Tuttavia, la difesa ha ammesso che, nella conversazione intercettata del 6 maggio 2024 – a circa un mese dal voto – Curia aveva riferito a Matalone la volontà del sindaco di ottenere un sostegno elettorale, aggiungendo la frase “Ci parliamo, glieli raccogliamo parecchi voti e vediamo se si mette a disposizione”. La stessa registrazione contava trentatré secondi di contenuto, elementare per la ricostruzione dei fatti.

Il punto di svolta dei dieci giorni successivi

Il 16 maggio 2024, alle 17.29, le telecamere di via Telesio hanno ripreso l’auto guidata da Curia con lo stesso sindaco sul sedile del passeggero. Quattro minuti dopo, alle 17.33, Matalone ha telefonato a Curia, che, visibilmente, aveva appena lasciato il politico davanti al comitato elettorale e lo ha invitato a raggiungerlo: “Lo sto lasciando alla macchina… Eh, vieni, vieni, sì, vieni, vieni”. La chiamata è partita alle 17.33.28, mentre la telecamera inquadra Curia alle 17.32.55, lasciando un intervallo di trentatràsecondi che la difesa sostiene escludere la presenza di Stasi durante la conversazione.

Il ragionamento della GIP e le conseguenze politiche

La giudice Giacchetti ha valutato che le dichiarazioni rese dagli indagati “creano un vulnus all’interno delle indagini, minando la gravità indiziaria”. La sua decisione, contraria al parere della Procura di Catanzaro, che aveva richiesto il mantenimento della misura dopo gli interrogatori del 2 novembre, si basa proprio sulla contraddizione tra le testimonianze e le evidenze video. La revoca degli arresti domiciliari ha anche eliminato il presupposto della sospensione dalla carica, previsto dalla legge Severino, permettendo al vicesindaco di assumere la guida amministrativa del Comune.

Prossimi passi giudiziari

Nonostante la revoca, l’indagine resta aperta. Una nuova udienza è stata fissata per martedì 10 novembre davanti al Tribunale della libertà, dove il giudice dovrà esaminare la richiesta della Procura di impugnare il provvedimento. Fino a quel momento, Stasi, Curia e Matalone godono della presunzione di innocenza, ma rimangono sotto osservazione per eventuali sviluppi legati all’evento elettorale e alle presunte connessioni con soggetti della cosca investigata.

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