Nel contesto di una protesta che coinvolge autotrasportatori di Calabria, Sicilia e Puglia, il dott. Domenico Tiriolo, riferente accreditato alla Camera dei Deputati, ha espresso pubblicamente il suo dissenso verso la decisione di rimandare il tavolo tecnico fissato per il 15 ottobre. La scelta, secondo il rappresentante, rischia di trasformare le reali difficoltà del settore in una pedina di giochi politici.
Il tavolo tecnico del 15 ottobre rimandato: motivi e reazioni
Grazie all’intervento dell’on. Denis Nesci, europarlamentare per la Fratelli d’Italia, era stato aperto un canale formale di dialogo con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Il risultato è stato la convocazione di un incontro a data e ora precise, dove avrebbero discusso i problemi più urgenti del autotrasportoprezzi elevati del carburante, carenza di liquidità, aumento dei costi di gestione e difficoltà nei pagamenti delle rate dei mezzi. Tiriolo ha sottolineato che, nonostante la partecipazione al tavolo non avrebbe annullato il fermo, la decisione di cancellare l’appuntamento rappresenta una “scelta radicale” che non aiuta la categoria.
Le ragioni addotte dai promotori della mobilitazione
Alcuni rappresentanti delle sigle promotrici hanno preferito mantenere la presenza sui presidi di strada, ritenendo fondamentale vigilare sul rispetto delle norme di sicurezza e della viabilità. Tale posizione, seppur comprensibile dal punto di vista della gestione sul campo, è stata definita da Tiriolo inaccettabile perché sottrae al settore la possibilità di confrontarsi direttamente con chi può intervenire a livello governativo.
Il nuovo invito del MIT per il 27 ottobre a Porta Pia
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in risposta alla tensione, ha fissato un nuovo incontro per martedì 27 ottobre alle 16:00 nella sede centrale del dicastero di Porta Pia. All’evento saranno presenti, oltre ai rappresentanti del settore, anche membri della Presidenza del Consiglio, del Ministero dell’Economia e delle Finanze e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. L’obiettivo dichiarato è quello di rimettere a fuoco le istanze del comparto, anche se alcune organizzazioni hanno ribadito la volontà di proseguire i presidi sul territorio.
Le richieste del settore e le premesse della protesta
Gli operatori chiedono interventi concreti per contenere il costo del carburante migliorare la liquidità delle aziende e rivedere le tariffe di corrispettivo per i servizi di trasporto. Parallelamente, la protesta è stata organizzata in modo da non ostacolare la circolazione stradale: i manifestanti si sono posti ai margini delle arterie, garantendo che la sicurezza dei cittadini non venisse compromessa. Tiriolo ha ribadito che il diritto di manifestare è sacrosanto ma che esso non può sostituire il dialogo con le istituzioni.
Il ruolo del rappresentante di interessi
Nel suo ruolo, Tiriolo ritiene indispensabile “non condizionare la voce del legislatore” e chiedere chiarezza sulle motivazioni che hanno spinto alcune sigle a rinunciare al tavolo già istituito. Egli invita, infine, a sfruttare le porte già aperte dal Ministero, sottolineando che “manifestare è un diritto, ma cercare risposte è un dovere verso chi si rappresenta”.



