Durante la notte, le forze dell’ordine hanno chiuso la fuga di un latitante di 36 anni, individuato in un residence di Parghelia, nel Vibonese. Il soggetto, Vincenzo La Rosa è stato identificato come appartenente alla cosca Piromalli di Gioia Tauro e soggetto a un provvedimento di esecuzione penale. La sua latitanza era iniziata il 9 febbraio scorso, dopo l’emissione di un ordine restrittivo da parte della Procura generale di reggio calabria che gli imponeva di scontare una condanna di sei anni nel quadro del procedimento “Jail Express”. L’indagine, durata diversi mesi, ha coinvolto intercettazioni telefoniche e analisi di rapporti finanziari.
Operazione di localizzazione a Parghelia
L’indagine è stata condotta dalla Sezione operativa di Gioia Tauro dei carabinieri supportata dal Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria. Dopo settimane di monitoraggio e analisi delle informazioni, gli agenti hanno individuato il nascondiglio del fuggitivo in una struttura ricettiva situata lungo la costa. L’area di Parghelia è nota per la presenza di numerose strutture balneari, spesso scelte da chi vuole sfuggire ai controlli, ma non è bastata a eludere l’azione coordinata delle forze dell’ordine.
Dettagli della perquisizione e materiale sequestrato
Entrati nell’appartamento occupato da La Rosa i carabinieri hanno effettuato una perquisizione approfondita. Tra gli oggetti rinvenuti spiccano quattro telefoni cellulari, di cui due smartphone recenti, ritenuti di elevato interesse investigativo, due chilogrammi di marijuana, otto panetti di hashish – ciascuno del peso di circa cento grammi – e alcune dose di cocaina, indicata dagli ispettori come destinata all’uso personale. È importante sottolineare che, al momento dell’arresto, il latitante non era in possesso di armi da fuoco.
Reati e condanne pendenti
Il profilo giudiziario di Vincenzo La Rosa è particolarmente complesso. Oltre alla sentenza di sei anni per i reati di estorsione aggravata in concorso, porto e detenzione illegale di armi e lesioni personali risalenti al 2017, egli è stato condannato in via definitiva a otto anni per associazione di tipo mafioso nell’ambito del procedimento “Geolja”. Inoltre, una sentenza di primo grado prevede venticinque anni di reclusione per associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e sequestro di persona a scopo estorsivo. Tutti questi provvedimenti rimangono in attesa di esecuzione, ora resi concreti dall’arresto.
Impatto sull’indagine sulla Piana di Gioia Tauro
Il recupero del materiale confiscato sarà sottoposto a rigorosi accertamenti tecnici, utili a far luce su ulteriori collegamenti tra la cosca Piromalli e le attività criminali nella Piana di Gioia Tauro. L’azione dimostra la determinazione delle autorità a perseguire i soggetti sottoposti a provvedimenti restrittivi, riducendo al contempo la capacità operativa delle organizzazioni mafiose sul territorio calabrese.
Con l’arresto di La Rosa si chiude una fase di una lunga indagine che ha coinvolto più anni di attività investigativa, ma la lotta contro la criminalità organizzata nella regione continua, alimentata da ulteriori operazioni mirate a smantellare reti di droga, estorsione e traffico di armi.



