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Procedimento contro i due maggiorenni nell’omicidio di Umberto Catanzaro

Due maggiorenni saranno giudicati per l'omicidio di Umberto Catanzaro, una morte legata a una faida d’onore nei Quartieri Spagnoli.

Procedimento contro i due maggiorenni nell’omicidio di Umberto Catanzaro

Il giudice per le indagini preliminari (gip) Gabriella Logozzo aprirà domani l’udienza preliminare a Napoli per esaminare le accuse contro Salvatore Percich 46 anni, e Anna Nesa 21 anni. I due sono tra i sei individui coinvolti nell’omicidio di Umberto Catanzaro ragazzo di 23 anni ferito il 15 settembre 2025 nei Quartieri Spagnoli e deceduto due mesi dopo, il 17 novembre, per le gravissime ferite riportate.

Il contesto dell’agguato del 15 settembre 2025

L’evento che ha innescato l’indagine si è verificato in una serata di ottobre, quando un commando armato ha colto di mira un giovane che viaggiava con Umberto in auto. Il vero obiettivo, identificato dagli inquirenti come un minorenne, è rimasto illeso, mentre il proiettile ha colpito Umberto, costringendolo ad una lunga degenza ospedaliera che si è conclusa in morte. La Procura di Napoli ha ricostruito che l’attacco è stato motivato da gelosia e da una disputa sentimentale, definendolo un omicidio premeditato aggravato da modalità mafiose. Alla luce di questi elementi, l’evento è stato trasformato da una lesione a un caso di omicidio vero e proprio.

Le dinamiche del raid e il ruolo dei minorenni

Quattro adolescenti hanno partecipato al raid, ma a causa di un errore di coordinazione sono arrivati qualche secondo in ritardo, trovandosi così al centro di un’azione già in corso. Le autorità hanno avviato un procedimento separato per i minorenni, che ora sono sotto la giurisdizione della magistratura minorile. Il loro coinvolgimento, seppur marginale, rimane oggetto di indagine per determinare eventuali responsabilità penali.

Le accuse contro i maggiorenni e i rilievi delle indagini

Il pubblico ministero Urbano Mozzillo ha imputato a Salvatore Percich il ruolo di esecutore materiale dell’agguato, oltre a una lista di reati aggiuntivi: usura, ricettazione, detenzione di armi di provenienza furtiva, evasione da arresti domiciliari e traffico di stupefacenti in concorso. Per Anna Nesa l’accusa è di supporto logistico a due dei minorenni, facilitando la loro presenza sul luogo del crimine.

Sequestri di droga e materiale esplosivo

Le operazioni di contrasto condotte dai Carabinieri hanno portato al sequestro di sostanze stupefacenti di vario tipo e di quasi 2,2 kg di materiale esplosivo. Questi reperti hanno rafforzato le accuse di associazione a delinquere e hanno evidenziato la pericolosità dell’organizzazione criminale di cui Percich sarebbe al capo. Il materiale esplosivo, in particolare, è stato confiscato in una sede non specificata, ma le autorità hanno sottolineato il rischio evidente per la sicurezza pubblica.

L’iter giudiziario e la reazione della famiglia di Umberto

Oltre al procedimento contro i due maggiorenni, le autorità stanno gestendo le cause per i quattro minorenni. Due di loro sono già sotto processo dal giugno scorso, mentre le udienze per gli altri due sono state fissate per settembre. La madre di Umberto, Rosa Maria Cangialosi, ha partecipato attivamente alla prima udienza, organizzando un sit-in prima dell’inizio dei lavori per chiedere giustizia per suo figlio. Il suo appello è stato chiaro: “Voglio giustizia per mio figlio”.

La tragica vicenda, avvolta da una “faida d’onore” e da illegittimi scambi di armi, ha suscitato grande clamore nella città di Napoli. Con l’udienza preliminare ora fissata, il tribunale dovrà decidere se le prove raccolte consentono di passeggiare alla fase dibattimentale, un passo cruciale per garantire che i responsabili – sia maggiorenni che minorenni – rispondano delle proprie azioni davanti alla legge.

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