Il 27 settembre 2026 la politica provinciale di vibo valentia ha subito un colpo di scena. Dopo la sconfitta elettorale a Zambrone, Corrado L’Andolina, in procinto di perdere la presidenza della Provincia, ha firmato il decreto presidenziale n. 10 che ha installato Franco Barbalace come nuovo vicepresidente. La decisione, avvenuta poco prima di lasciare il Palazzo ex Enel, ha interrotto la logica di successione interna al centrosinistra, facendo emergere un signorile gioco di potere.
Il decreto n. 10 e la revoca di Domenico “Nico” Console
Il provvedimento ha seguito immediatamente il decreto n. 9 con cui L’Andolina ha disposto la revoca del vicepresidente in carica, Domenico “Nico” Console. La revoca è stata descritta come una garanzia amministrativa priva di contenuto sanzionatorio, ma il contesto politico suggerisce un intento più profondo: escludere un esponente dell’area di Ernesto Alecci dalla prossima fase di governo provinciale.
Chi è Franco Barbalace e perché è stato scelto
Franco Barbalace, nato a Spilinga nel 1969, ha iniziato la sua carriera come sindaco del centro del Poro e, più recentemente, ricopre la carica di vicesindaco. Eletto a dicembre 2025 con la lista “Provincia e Territorio”, è l’unico consigliere dell’opposizione ad aver conquistato un seggio nella Assemblea, dove il centrosinistra detiene nove seggi su dieci. Portare Barbalace alla vicepresidenza significa affidare la reggenza a chi, pur essendo fuori dal perimetro maggioritario, è stato eletto con voto proprio, rompendo la tradizionale linea di successione.
Le ripercussioni politiche della nomina
La scelta di L’Andolina non è stata casuale. La vittoria a Zambrone avrebbe potuto aprire la strada a Nico Console, figura di spicco dell’area alecciana, per diventare presidente provvisorio. Inserendo Barbalace, L’Andolina ha impedito che la sua sconfitta si trasformasse in un guadagno per gli alecciani, costringendoli a rimanere fuori dalla stanza dei comandi. Il centrosinistra vibonese riceve così un segnale chiaro: la chiave della successione non è più automatica, ma dipende da decisioni strategiche finalizzate a preservare l’equilibrio di potere.
Un messaggio per le fila interne del centrosinistra
Il segno lanciato da L’Andolina è duplice. Da una parte, dimostra che, nonostante la sconfitta sul territorio comunale, il presidente uscente mantiene la capacità di influenzare il futuro della Provincia. Dall’altra, obbliga gli alleati interni a riconsiderare la loro strategia: la mancata autorevolezza di un candidato come Console, ora revocato, apre a nuove trattative e a una possibile riorganizzazione delle alleanze prima delle prossime elezioni provinciali, previste entro dicembre.
Il ruolo di Barbalace fino all’elezione del nuovo presidente
Una volta accettato il ruolo nella stessa giornata, Barbalace inizia a operare come presidente facente funzioni finché non verrà eletto il nuovo presidente dagli amministratori locali del Vibonese. La legge stabilisce un termine di novanta giorni per questa elezione, Durante questo intervallo, Barbalace avrà la gestione delle funzioni istituzionali: presiederà il Consiglio, curerà i rapporti con le istituzioni regionali e nazionali, e supervisionerà l’attuazione delle decisioni amministrative, influenzando in modo determinante il clima politico entro il quale emergeranno le future candidature.
Il nuovo vicepresidente, proveniente dall’opposizione, dovrà guidare la Provincia in un periodo di transizione delicato, mentre il centrosinistra dovrà confrontarsi con una nuova realtà di leadership e ricalibrare le proprie ambizioni per le prossime votazioni.



