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Bonifica di Fiasco Baldaia: la Regione sotto pressione per l’intervento

Enzo Bruno spinge la Regione a intervenire a Fiasco Baldaia, dove da sei anni i fumi e i rifiuti rimangono un pericolo per la popolazione.

Bonifica di Fiasco Baldaia: la Regione sotto pressione per l’intervento

Il deposito di selezione dei rifiuti di Fiasco Baldaia è rimasto sul palcoscenico locale da quasi sei anni, inghiottito da fumi persistenti e da cumuli di scarti non ancora rimossi. Il rogo, scoppiato il 5, ha devastato un capannone di circa 800 m² e ha contaminato un’area complessiva di 1 500 m². Da allora, i residenti della frazione, vicina a strutture ricettive e attività di ristorazione, hanno segnalato continui odori nocivi e riaccensioni sporadiche di focolai, rendendo imprescindibile una risposta rapida delle autorità.

Il sito di Fiasco Baldaia a quasi sei anni dal rogo

Il tavolo tecnico richiesto da Enzo Bruno deve affrontare una serie di criticità concrete: la presenza di residui di plastica, carta e alluminio ancora sul suolo, la fragilità della struttura rimasta in piedi e, soprattutto, il pericolo per la salute dei cittadini. Il Comune di Squillace ha segnalato l’impossibilità di sostenere da solo i costi della bonifica, stimati intorno a un milione di euro. Inoltre, la società proprietaria del capannone ha impugnato l’ordinanza comunale, lasciando la responsabilità della pulizia in una zona grigia dal punto di vista giuridico.

Le richieste di Enzo Bruno alla Giunta regionale

Il consigliere regionale Enzo Bruno capogruppo di Tridico Presidente, ha lanciato un’interrogazione scritta al presidente della Giunta regionale, chiedendo la convocazione urgente di un tavolo tecnico che includa il Comune, l’assessorato regionale all’Ambiente, Arpacal l’Azienda sanitaria provinciale e i Vigili del Fuoco. La lista delle richieste comprende: spegnimento definitivo dei focolai, rimozione di tutti i rifiuti, messa in sicurezza del capannone pericolante, installazione di un laboratorio mobile per il monitoraggio dell’aria, e avvio di analisi sul suolo e sulle falde acquifere. Bruno ha sottolineato la necessità di rendere pubblici i risultati per garantire trasparenza alla popolazione.

Ostacoli amministrativi e prospettive di intervento

Tra le difficoltà evidenziate, vi è la complessità dell’ordinanza comunale e la mancanza di una risposta coordinata da parte della Regione. Nonostante la presenza sul posto di Antonio Montuoro assessore regionale all’Ambiente, e del sindaco Enzo Zofrea la zona resta priva di azioni concrete. Bruno ha ricordato che, durante una visita recente, lui e un collaboratore hanno avvertito gli effetti dei fumi, confermando che la situazione non è più gestibile con semplici dichiarazioni. La richiesta di un contributo regionale per avviare il primo intervento mira a mettere in moto le procedure amministrative e a garantire che, se i soggetti privati non rispettano i termini, vengano attivati gli strumenti di recupero delle somme dovute.

Costi, responsabilità e il principio “chi inquina paga”

Il principio “chi inquina paga” è al centro del dibattito: la Regione dovrebbe intervenire economicamente solo se i responsabili non ottemperano all’ordinanza comunale. Il consiglio ha richiesto che, qualora l’azienda proprietaria continui a opporsi, vengano attivati strumenti di vigilanza per impedire nuovi accessi non autorizzati, depositi illeciti o ulteriori scarichi. La stima di un milione di euro per la bonifica completa supera le capacità finanziarie del Comune di Squillace, che ha dichiarato di non poter sostenere da solo la spesa. In questo contesto, il tavolo tecnico dovrebbe definire un cronoprogramma preciso, indicare le risorse disponibili e stabilire scadenze operative per la completa messa in sicurezza dell’area.

Il sindaco Enzo Zofrea e l’ex sindaco Pasquale Muccari hanno partecipato a un sit-in il 15 settembre, sottolineando l’urgenza di un intervento concreto. Bruno ha chiuso il suo intervento al Consiglio regionale con la domanda: «Entro quali tempi la Giunta regionale ritenga possibile arrivare alla completa messa in sicurezza e alla bonifica dell’area?». La risposta a questa domanda determinerà se Fiasco Baldaia potrà finalmente tornare a essere una zona abitabile e sicura per i suoi cittadini.

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