Il dibattito sul futuro dei tigri di via Milano è tornato al centro della scena politica di Ancona. Il consigliere comunale Alberto Carpino ha preso la parola per difendere il sindaco Nicola Fiorita dalle accuse di responsabilità personale, sottolineando che la decisione di abbattere gli alberi è insita in un iter più ampio che coinvolge diversi soggetti istituzionali.
Carpino ha dichiarato di far parte della maggioranza che sostiene il sindaco e di rifiutare ogni interpretazione che attribuisca a Fiorita un ruolo diretto in una scelta di natura tecnica. Il taglio di un albero, infatti, non è una questione politica individuale, ma un procedimento che dipende da valutazioni ambientali e progettuali. Per il consigliere, l’intera vicenda rappresenta una occasione per riflettere sul modello di città che la comunità intende costruire.
Il principio “prima gli alberi” nella progettazione urbana
Secondo Carpino, il verde esistente deve essere il punto di partenza per qualsiasi intervento di edilizia pubblica. Ogni volta che un’opera confligge con un albero adulto, la prima domanda da porsi è: «Come possiamo modificare il progetto per preservarlo?». Il consigliere sostiene che gli alberi non sono semplici elementi di arredo sostituibili, ma patrimonio fondamentale per il raffrescamento, la qualità dell’aria, la biodiversità e il benessere degli abitanti.
Compensazione ambientale quando il taglio è inevitabile
Solo qualora le alternative tecniche risultino impraticabili, il consiglio è di procedere al taglio, ma accompagnandolo da una “compensazione ambientale seria”. Carpino propone che la perdita di un albero adulto sia sostituita da misure concrete, quali la piantumazione di più alberi, il mantenimento di alberi esistenti e programmi di monitoraggio.
Il nuovo Regolamento del Verde pubblico e privato
Parallelamente, la giunta comunale ha approvato il Regolamento del Verde pubblico e privato frutto di otto mesi di confronto con le associazioni ambientaliste. Il testo estende la protezione ad altre specie di alto fusto, obbliga i cantieri a valutare l’impatto sugli lberi e prevede censimenti puntuali delle piante. Nella fase di progettazione, devono prevalere specie autoctone resistenti al clima e le aree verdi devono coprire almeno l’80% delle superfici urbane.
L’assessora all’Ambiente e alla Transizione ecologica Irene Colosimo ha promosso il progetto “TREE LAB”, che raccoglie dati, censimenti e valutazioni tecniche del patrimonio arboreo cittadino. Carpino ha elogiato l’iniziativa, affermando che conoscere, censire e monitorare gli alberi è la base per proteggerli efficacemente.
Verso una città che mette al primo posto il verde
Il consigliere conclude sottolineando che il verde non deve essere un elemento aggiunto a posteriori, ma una componente strutturale delle infrastrutture urbane. La sua richiesta è chiara: verificare tutte le possibili alternative prima di autorizzare qualsiasi abbattimento. Solo se non esistono soluzioni realizzabili, il taglio può essere considerato l’ultima spiaggia. Con questa posizione, Carpino vuole tracciare una linea di demarcazione netta tra la necessità di opere pubbliche e la salvaguardia del patrimonio naturale della città.



