Il 2 giugno, nella quieta cittadina di Terranova di Sibari, in provincia di Cosenza, una giovane farmacista è stata vittima di un tentato femminicidio. Maria Ida Santopaolo, 29 anni, ha subito un’aggressione a coltellate sotto casa per aver detto no a una proposta sentimentale. L’uomo coinvolto era un amico che la giovane giudicava tra i più cari, ma che ha improvvisamente tirato fuori i coltelli, scatenando una violenta irruzione.
L’attacco a coltellate di 2 giugno a Terranova di Sibari
L’aggressore ha colpito la farmacista più volte, provocando ferite profonde che, sebbene ora stanno cicatrizzando, hanno lasciato segni indelebili. Maria Ida racconta che l’attacco è avvenuto subito dopo aver esercitato il proprio diritto di rifiutare una relazione. Violenza di genere è la definizione che la sopravvissuta utilizza per descrivere l’accaduto, sottolineando come la violenza non si fermi con l’interruzione delle armi, ma continui a scavare dentro chi la subisce.
Testimonianza alla Camera dei Deputati
Dopo i giorni successivi, la farmacista ha deciso di portare la propria esperienza davanti alle istituzioni, partecipando a una conferenza stampa nella Camera dei Deputati. In quel contesto, ha ribadito che l’attacco è stato motivato dal suo rifiuto e ha denunciato la perdita della propria indipendenza: «La fortezza della mia indipendenza è crollata». La sua voce è divenuta simbolo di una lotta più ampia contro la violenza di genere in Italia.
Conseguenze psicologiche e progetto di educazione affettiva
Le ferite fisiche sono in via di guarigione, ma il disturbo post-traumatico da stress persiste, trasformando ogni gesto quotidiano in una fonte di ansia. Maria Ida vive in uno stato di allarme perenne il corpo reagisce a stimoli innocui come se fossero minacce reali, privandola del sonno e della libertà di muoversi da sola. Questo stato emotivo ha generato una paura quasi infantile del buio e una costante sensazione di vulnerabilità.
Verso una prevenzione attraverso l’educazione affettiva
Decisa a non lasciare che la propria sofferenza sia vana, la farmacista ha avviato un progetto volto a introdurre l’educazione affettiva nelle scuole calabrese. Per lei, è fondamentale che le famiglie e gli istituti scolastici parlino ai giovani del rispetto dei confini personali, dell’accettazione del rifiuto e dell’importanza del consenso. Il suo obiettivo è iniziare dalla Calabria, ma spera di essere invitata anche in altre regioni per diffondere il messaggio a un pubblico più ampio.



