La Corte di Cassazione ha messo un punto fermo sulla tragedia del naufragio di Cutro avvenuta il 26 febbraio 2023 confermando la condanna a 20 anni di reclusione per Abdessalem Mohamed un cittadino siriano di 27 anni ritenuto tra i responsabili del disastro. La sentenza, emessa nel marzo 2025 dalla Corte d’appello, è diventata definitiva dopo il rigetto del ricorso presentato dalla difesa.
Il naufragio del caicco Summer Love partito dalla Turchia e affondato davanti alle coste del Crotonese ha causato la morte di 94 persone tra cui numerosi bambini. Mohamed è stato condannato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestinanaufragio colposo e morte come conseguenza di altro reato. Oltre alla pena detentiva, gli è stata inflitta una sanzione pecuniaria di 3 milioni di euro.
Le contestazioni della difesa e le motivazioni della sentenza
La difesa, rappresentata dall’avvocata Vincenza Raganato aveva sollevato diverse questioni davanti alla Corte di Cassazione. Tra i punti principali del ricorso c’era la questione relativa alla nomina di un interprete di lingua araba avvenuta senza, secondo la difesa, un adeguato coinvolgimento della parte difensiva. Inoltre, era stata sollevata una questione di legittimità costituzionale legata all’entità della multa.
Un altro aspetto cruciale del ricorso riguardava la richiesta di acquisire elementi provenienti dal procedimento parallelo relativo ai presunti ritardi nelle operazioni di soccorso. La difesa sosteneva che eventuali condotte omissive attribuite ad altri soggetti avrebbero potuto influenzare la determinazione della pena. Inoltre, era stata sottolineata la posizione di Mohamed come migrante in fuga dalla guerra con un ruolo a bordo del caicco descritto come marginale rispetto a quello degli altri componenti dell’equipaggio.
Le posizioni degli altri imputati e il futuro del processo
La sentenza nei confronti di Mohamed non esaurisce l’intera vicenda giudiziaria legata al naufragio. È diventata definitiva anche la condanna a 20 anni di reclusione per il turco Gun Ufuk individuato come la persona che conduceva l’imbarcazione al momento del naufragio. Restano invece da definire davanti alla Corte d’appello di Catanzaro le posizioni di altri tre presunti membri dell’equipaggio: il pakistano Hasab Hussain24 anni e il turco Sami Fuat53 anni entrambi condannati in primo grado a 16 anni di carcere e il pakistano Khalid Arslan28 anni per il quale la sentenza di primo grado ha stabilito una pena di 11 anni e un mese.
Il processo continua a essere un punto di riferimento per la comprensione delle dinamiche che hanno portato alla tragedia. Le testimonianze dei superstiti e le indagini sui presunti ritardi nei soccorsi stanno contribuendo a comporre un quadro più completo degli eventi. La giustizia, con le sue decisioni, sta cercando di fare luce su una delle pagine più tragiche della storia recente.



