25 Settembre 2026 🌤 16°

Scarico illecito in Calabria: denuncia per inquinamento del torrente Soveria Simeri

Un episodio di inquinamento nel torrente Soveria Simeri ha portato alla denuncia di una 48enne per scarico illecito di reflui industriali. Scopri come è stata individuata la fonte e le conseguenze per l'ambiente.

Scarico illecito in Calabria: denuncia per inquinamento del torrente Soveria Simeri

Un episodio di inquinamento nel torrente Soveria Simeri, in Calabria, ha riacceso i riflettori sulla tutela dei corsi d’acqua e del patrimonio marino della regione. L’intervento congiunto dell’Arma dei Carabinieri e dell’ARPACAL ha permesso di individuare la fonte di un’anomala torbidità avvistata in mare, confermando l’importanza della collaborazione tra cittadini, forze dell’ordine e organi regionali.

L’intervento dei Carabinieri e le analisi dell’ARPACAL

Tutto è iniziato con le segnalazioni dei cittadini che hanno notato una macchia marrone alla foce del torrente Soveria Simeri. I militari dell’Arma dei Carabinieri sono intervenuti immediatamente, risalendo il corso d’acqua fino a individuare la fonte dell’inquinamento. Nel territorio di Soveria Simeri, i Carabinieri hanno intercettato una condotta di notevoli dimensioni, posta a ridosso del perimetro aziendale di un impianto per la lavorazione di inerti, dalla quale fuoriusciva un copioso flusso di liquido denso e marrone che si riversava direttamente nel fiume.

Le analisi di laboratorio condotte dall’ARPACAL hanno confermato l’iniziale quadro indiziario, rilevando un parametro di solidi sospesi venti volte superiore al limite consentito. Nonostante ciò, non sono state rilevate conseguenze nocive per la balneazione. La titolare dell’impianto è stata deferita alla Procura della Repubblica di Catanzaro per scarico di acque reflue industriali, gestione di rifiuti senza autorizzazione ed inquinamento ambientale.

La strategia della Regione Calabria per la tutela del mare

L’assessore regionale all’Ambiente Antonio Montuoro, ha commentato l’esito dei controlli, esprimendo gratitudine verso i militari e il personale dell’agenzia ambientale. “L’episodio accertato nel torrente Soveria Simeri dimostra quanto sia fondamentale mantenere alta l’attenzione sul territorio e intervenire tempestivamente ogni volta che viene segnalata una possibile fonte di inquinamento”, ha dichiarato Montuoro.

La strategia regionale affianca ai finanziamenti per la depurazione un piano di controlli capillari. “La tutela del mare comincia a monte: dai torrenti, dalle fiumare, dagli scarichi e dalle attività produttive presenti sul territorio”, ha chiarito l’assessorato. L’orientamento espresso dall’amministrazione punta ad ascoltare le segnalazioni e verificare le criticità per agire direttamente alla fonte.

Tolleranza zero per i reati ambientali

La posizione della Regione contro chi mina la tenuta dell’ambiente si conferma intransigente. “Chi scarica illecitamente nei nostri corsi d’acqua deve sapere che danneggia un patrimonio collettivo e che, su questi comportamenti, non possono esserci zone grigie”, ha affermato l’assessore Montuoro.

L’impegno delle istituzioni prosegue in sinergia per garantire una protezione continua della fascia costiera e dei bacini idrici. “La Calabria dispone di un patrimonio marino di elevata qualità, ma proprio per questo dobbiamo proteggerlo ogni giorno. Continueremo a rafforzare la prevenzione, il monitoraggio e i controlli, lavorando insieme ad ARPACAL, alle Forze dell’ordine, ai Comuni e a tutte le istituzioni competenti affinché ogni criticità venga individuata il più rapidamente possibile e affrontata alla fonte”, ha concluso Montuoro.

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