Il Consiglio regionale del Veneto è al centro di un acceso dibattito sul tema del fine vita. La discussione riguarda l’approvazione di una legge che disciplini il suicidio medicalmente assistito un argomento che ha diviso la maggioranza e l’opposizione.
Il governatore Alberto Stefani ha depositato otto emendamenti del centrodestra, mentre la Giunta ha dato parere positivo a 17 dei 28 correttivi presentati dal centrosinistra. Le modifiche al progetto di iniziativa popolare “Liberi subito” sembrano destinate ad essere approvate dalla maggioranza.
Le posizioni dei partiti
Le Lega Stefani Presidente e Forza Italia hanno lasciato libertà di coscienza ai loro consiglieri, con una netta prevalenza di favorevoli. Fratelli d’Italia e Futuro Nazionale si sono espressi contrari, mentre la Liga Veneta Repubblica ha votato a favore. L’Unione di Centro potrebbe astenersi.
Nell’opposizione, Partito DemocraticoAlleanza Verdi SinistraMovimento 5 StelleAzione e Civiche Venete hanno detto “sì”, mentre Resistere ha risposto “no”.
Le dichiarazioni dei capigruppo
Riccardo Barbisan, capogruppo della Lega, ha dichiarato: “Per un vincolo di maggioranza, l’indicazione è di votare a favore degli emendamenti proposti dalla Giunta, in quanto estremamente rispettosi della sentenza della Corte Costituzionale. Sul voto finale sarà lasciata libertà di coscienza ai singoli.”
Claudio Borgia, capogruppo di Fratelli d’Italia, ha sottolineato: “Una materia che investe direttamente il diritto alla vita, l’autodeterminazione della persona e i confini della tutela assicurata dall’ordinamento non può essere affrontata attraverso una norma e differenti discipline da Regione a Regione.”
Le critiche e le preoccupazioni
Stefano Valdegamberi di Futuro Nazionale ha annunciato che chiederà formalmente il rinvio del provvedimento in commissione, alla luce delle criticità riscontrate nel suo iter. Ha anche presentato un parere pro veritate predisposto da un gruppo di autorevoli giuristi italiani.
Elena Ostanel di Alleanza Verdi Sinistra ha dichiarato: “Votare una legge di dignità che dia una procedura chiara per un fine vita secondo la propria volontà.” Davide Lovat di Resistere ha avvertito: “Se la Lega voterà con la sinistra, sarà un suicidio politico.”
La riflessione teologica
La Facoltà teologica del Triveneto ha proposto una riflessione sul tema del fine vita, firmata da Giorgio Bozza, docente di Teologia morale. Il documento “Suicidio assistito o malati assistiti?” sottolinea che la sentenza della Corte Costituzionale ha tracciato limiti applicativi stringenti e ha ribadito la centralità del valore della vita e della dignità della persona.
I Vescovi del Triveneto hanno avvertito del rischio di una “cultura dello scarto” e della “morte”, sostenendo che il malato terminale non è mai incurabile e che il primo compito della comunità civile e del sistema sanitario è “assistere e curare, non anticipare la morte”.
Il dibattito sul fine vita in Veneto continua a essere un momento di crescita e di dialogo, anche per le comunità cristiane, che spesso sono divise a causa delle appartenenze politiche. L’augurio è che questo dibattito possa diventare un’opportunità per promuovere una coraggiosa cultura della vita.



