Catanzaro si prepara a dire addio a un pezzo della sua storia culturale. La libreria ‘L’Isola del Tesoro’ situata in via Crispi chiuderà definitivamente i battenti il 1 dicembre prossimo dopo 25 anni di attività ininterrotta. Questo evento segna non solo la fine di un’attività commerciale, ma anche la perdita di un punto di riferimento per generazioni di catanzaresi.
Un presidio culturale che ha resistito per un quarto di secolo
La libreria, gestita da Benedetto Sestito è stata molto più di un semplice negozio di libri. È stata un luogo di incontro un presidio culturale e un punto di orientamento per studenti, bambini e appassionati di lettura. Giorgio Ventura, presidente di ‘A Filanda APS Università della Terza Età e del Tempo Libero’ ha espresso tutta la sua preoccupazione per questa chiusura, definendola una ferita al tessuto sociale e culturale della città.
Ventura ha sottolineato come la chiusura di una libreria indipendente non sia solo una perdita economica, ma anche una perdita di capitale umano e culturale. Per 25 anni, ‘L’Isola del Tesoro’ ha offerto un servizio di consulenza su misura e un’accoglienza che nessun algoritmo o piattaforma online potrà mai replicare. È stata un luogo di scoperta per i più piccoli e un punto di confronto autentico per gli adulti.
Le conseguenze della desertificazione commerciale
La chiusura di ‘L’Isola del Tesoro’ è solo l’ultimo episodio di un fenomeno più ampio: la desertificazione commerciale nei centri urbani. Questo fenomeno porta con sé conseguenze concrete, tra cui la perdita di identità e socialità l’impoverimento culturale e la fuga di economie e persone.
La scomparsa dei negozi di vicinato svuota le strade, riduce la sicurezza percepita e spegne la vita sociale dei quartieri. La riduzione dei luoghi di accesso al libro rende più difficile la promozione della lettura, soprattutto per le fasce più giovani. Inoltre, lo spopolamento e la chiusura delle attività si alimentano a vicenda in un circolo vizioso che impoverisce la comunità.
Un appello alle istituzioni
Di fronte a questa situazione, Giorgio Ventura ha lanciato un appello alle istituzioni locali. L’Amministrazione Comunale ha il dovere di riconoscere il valore di un’esperienza che per un quarto di secolo ha rappresentato un importante punto di riferimento culturale per la città. È attraverso il riconoscimento di queste esperienze che una comunità può custodire la propria memoria e interrogarsi sul futuro dei propri spazi culturali.
Un grazie sincero va a Benedetto Sestito e al suo team per la tenacia, la professionalità e la dedizione con cui hanno servito la città per tutti questi anni. La chiusura di ‘L’Isola del Tesoro’ lascia un vuoto che sarà difficile colmare, ma il suo esempio rimane un faro di cultura e passione per le future generazioni.



