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Bilancio sociale e di genere Asp Reggio Calabria 2026: dati chiave e criticità

Il bilancio di genere e il rendiconto sociale 2026 dell'Asp di Reggio Calabria mette in luce numeri significativi sulle prestazioni e sulle aree che richiedono interventi mirati

Bilancio sociale e di genere Asp Reggio Calabria 2026: dati chiave e criticità

Il Bilancio di genere e il rendiconto sociale 2026 dell’Asp di reggio calabria offre un’istantanea dettagliata dell’attività sanitaria sul territorio, con un’analisi che va oltre le cifre per fotografare i punti di forza e le criticità organizzative. Presentato stamani, il documento combina dati quantitativi e riflessioni strategiche, accompagnato da un percorso formativo per il personale dell’Azienda.

Nel corso della presentazione è emerso il valore della trasparenza e della continuità amministrativa, elementi che l’Asp intende consolidare nei prossimi anni. Il bilancio sottolinea inoltre l’importanza di associare ai numeri interventi formativi e di comunicazione per migliorare l’aderenza ai programmi di prevenzione e alle prestazioni rivolte alla cittadinanza.

I numeri essenziali

Nel 2026 l’Asp ha registrato complessivamente 1.932.552 prestazioni, distribuite per sesso con una prevalenza femminile: 57,64% donne e 42,36% uomini. Tra gli accessi ospedalieri, sono stati contabilizzati 92.377 accessi al pronto soccorso classificati come codice verde, una quota che si aggira intorno al 55% per entrambi i sessi. Questi dati delineano un’intensa domanda di servizi di bassa-media complessità che richiede organizzazione e flussi di presa in carico efficienti.

Ricoveri e strutture dirette

I ricoveri complessivi nei presìdi a gestione diretta dell’Asp (Locri, Polistena, Melito di Porto Salvo, Gioia Tauro) sono stati 15.866. La distribuzione per genere mostra un lieve sovrappeso maschile: 52% uomini contro il 48% donne. Questi numeri servono a orientare le scelte organizzative e l’allocazione delle risorse tra le strutture, soprattutto nella gestione dei reparti e nella pianificazione dell’offerta assistenziale locale.

Qualità dell’assistenza e aree critiche

Il documento non si limita alla rendicontazione numerica: l’analisi dei Livelli essenziali di assistenza (LEA) evidenzia andamenti altalenanti quando si scompone il dato per diagnosi e per singole strutture. La direzione ha riconosciuto progressi significativi in alcune aree ma anche lacune che richiedono un piano di miglioramento. La transizione da pratiche informali a procedure certificate è uno degli obiettivi strategici dell’Azienda.

Prevenzione e assistenza domiciliare

Tra i risultati positivi si segnala la crescita dell’assistenza domiciliare integrata e gli investimenti in prevenzione, con particolare attenzione agli studi oncologici. Tuttavia la partecipazione allo screening del colon retto rimane bassa, mentre per gli screening di mammella e cervice si registrano tassi di adesione soddisfacenti. Migliorare l’adesione ai programmi di screening è cruciale per ridurre l’incidenza di patologie prevenibili e ottimizzare l’uso delle risorse ospedaliere.

Prospettive organizzative e sostenibilità

La presentazione del bilancio è stata affiancata da un corso ECM rivolto al personale, pensato per rendere il team più consapevole dei percorsi assistenziali e in grado di fornire risposte coerenti ai bisogni dei cittadini. La direttrice generale, Lucia Di Furia, ha sottolineato l’importanza di mantenere questa pratica di trasparenza e formazione, auspicando che il processo continui anche dopo il suo imminente pensionamento.

Dal punto di vista finanziario, la direzione ha evidenziato il percorso di contenimento del debito: si è passati da una massa debitoria di 250 milioni al 31 dicembre dello scorso anno a una cifra molto più contenuta, con l’obiettivo di ridurre la quota residua a 7 milioni su cui si sta lavorando nell’anno in corso. Questa riduzione è presentata come condizione necessaria per sostenere la certificazione e strategie di lungo periodo.

Riscontri istituzionali

All’incontro, tenutosi nella sala Federica Monteleone di Palazzo Campanella, hanno portato il loro contributo rappresentanti istituzionali: il consigliere Domenico Giannetta, in rappresentanza del presidente del Consiglio Salvatore Cirillo, ha richiamato la necessità di garantire continuità al percorso avviato. Daniela Iiriti ha portato i saluti del presidente della Commissione Sanità, Angelo Brutto, che ha definito il documento non come un mero simbolo ma come la dimostrazione della progettualità messa in campo dall’Asp5.

Nel complesso, il bilancio 2026 rappresenta uno strumento di lettura e programmazione che combina numeri, formazione e prospettive organizzative: un punto di partenza per migliorare la qualità dei servizi, potenziare gli screening critici e consolidare le pratiche amministrative e finanziarie necessarie a garantire sostenibilità e risposte efficaci ai cittadini.

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