La costa ionica catanzarese offre acque chiare e fondali sabbiosi alternati a tratti rocciosi. Per chi inizia a nuotare in mare, questa varietà è un vantaggio, ma chiede attenzione a ondecorrenti e all’orientamento lungo riva. Con poche regole e qualche strumento semplice è possibile fare progressi in sicurezza, scegliendo le finestre giuste di mare calmo e i lidi più adatti ai primi metri fuori dalle boe.
L’obiettivo è un approccio pratico: leggere il moto del mare, respirare con ritmo regolare, entrare e uscire dalle onde senza sprechi di energia, utilizzare la boa di segnalazione, nuotare in compagnia. Dalla passeggiata di Catanzaro Lido alle calette di Copanello e Caminia, ogni tratto ha una sua personalità riconoscerla significa scegliere bene quando e dove mettersi in acqua.
Onde e correnti sul litorale catanzarese
Sul versante ionico, il moto ondoso è spesso regolare: con brezze da NW/N la risacca raddoppia la corrente di ritorno nei varchi tra frangenti, mentre con venti da S/SE può formarsi la corrente di deriva litoranea longitudinale. Da riva, osservare per 3-5 minuti: se i frangenti si aprono a intervalli, esistono “canali” di ritornante se l’acqua corre parallela alla costa trascinando alghe o spuma, è attiva la deriva. In entrambi i casi, il neofita resta entro la prima linea di boe o al massimo su fondali bassi: ci si allena a navigare perpendicolari a onda bassa e paralleli a onda più formata, riducendo l’esposizione laterale.
Orientamento: riferimenti da Catanzaro Lido a Copanello
L’orientamento visivo è chiave. Su lunghe spiagge come Catanzaro Lido e Giovino, scegliere due punti allineati a terra (torrette di salvataggio, stabilimenti, un campanile) crea un range per nuotare dritti. In tratti rocciosi come Copanello e Caminia, usare promontori e scogli affioranti come waypoint evitando di tagliare golfi con mare increspato. In presenza di deriva verso sud o nord, pianificare un andata controcorrente lungo costa e un ritorno agevole con la corrente a favore, restando sempre entro quota in cui si tocca o entro il corridoio tra riva e boe, se presenti.
Respirazione e ritmo nei primi 300 metri
La respirazione bilaterale riduce l’effetto dell’onda laterale. Impostare un ciclo 3:1 o 2:1 a seconda del fiato: ogni due o tre bracciate, una inspirazione breve al lato riparato dall’onda, espirando continuamente in acqua. Nei primi 300 metri, puntare a cadenza costante più che velocità, con bracciata bassa e ingresso mano morbido per non impattare la cresta. Ogni 20-30 bracciate, una rapida occhiata avanti (sighting) al riferimento a terra; la testa sale quel tanto che basta, poi si ritorna in assetto orizzontale per non affondare le gambe e consumare energia.
Ingressi e uscite in sicurezza tra sabbia e scogliera
Ingresso su sabbia con onda bassa: attendere la fine del set, avanzare fino a mezza coscia, tuffo surf sotto l’onda rompente, poi scivolare in galleggiamento e iniziare la bracciata. Con onda più formata, puntare alle zone senza frangente (canali più scuri) evitando i banchi chiari. Su scogliera (Caminia–Copanello), usare scalette o varchi noti: scarpe reef per stabilità, valuta sempre risacca e spigoli. In uscita, non correre in acque torbide: scegliere l’onda, cavalcarne la spinta con qualche passo energico e mantenere le mani pronte a proteggere il volto in caso di caduta.
Boa di segnalazione e nuoto in compagnia
Una boa traino arancione ad alta visibilità rende il nuotatore leggibile da riva e da eventuali natanti; serve anche come micro-galleggio per pause e come contenitore asciutto. Cintura regolata alta sui lombi, cima non troppo lunga per evitare agganci. In coppia o in piccolo gruppo, definire un percorso e due rientri alternativi; il più esperto tiene la posizione lato largo, il neofita lato riva. Stabilire segnali semplici (ok, stop, rientro) e un tempo massimo in acqua. In spiagge con corridoi per imbarcazioni, restare sempre all’interno delle boe gialle o, dove assenti, a distanza di sicurezza dalla battigia e da eventuali SUP e kayak.
Dove iniziare: lidi e tratti adatti ai neofiti
– Catanzaro Lido (lungomare) fondale sabbioso in lieve pendenza, buona visibilità nelle prime ore del mattino con vento debole; ideale per linee parallele a riva entro le boe estive.
– Giovino spiaggia ampia, spazio per ingressi ordinati; attenzione ai giorni con frangenti regolari e canali di ritorno, facilmente gestibili restando sotto-costa.
– Sellia Marina (zona centrale) tratti di sabbia fine e acqua bassa prolungata; scegliere stabilimenti con servizio di salvataggio nei weekend affollati.
– Caminia acque limpide ma risacca su scogliera nei giorni di onda; bene solo con mare calmo e ingresso protetto, sempre con boa e compagno esperto.
– Copanello calette riparate dal promontorio, utili al primo avvicinamento allo scoglio con maschera e tuba prima di passare al nuoto continuo.
Finestre meteo-marine, attrezzatura e piccoli automatismi
La finestra migliore per i primi allenamenti è il mattino presto, con brezza ancora debole e mare meno increspato. Mutino corto o top termico in primavera, cuffia ben visibile, occhialini con lenti chiare all’alba e fumé a sole alto. Portare una borsa stagna nella boa con telefono in custodia IPX, fischietto, micro kit abrasioni. Automatismi: verifica del punto d’uscita prima di entrare, test del respiro per 2 minuti in acqua bassa, primo tratto parallelo a riva di 5’ e rientro breve. Se la deriva aumenta, si rientra anticipando l’uscita sottovento per evitare lunghe camminate controcorrente lungo spiaggia.



