Il ritorno in Italia delle salme delle vittime della spedizione alle Maldive ha riportato alla luce non solo il dolore dei familiari, ma anche una serie di accertamenti giudiziari e scientifici destinati a chiarire le cause della tragedia. Le quattro salme, tra cui quelle di Monica Montefalcone e della figlia Giorgia Sommacal, sono state trasferite all’obitorio di Gallarate dopo l’arrivo a Malpensa, e sono sottoposte a sequestro in vista degli esami medico-legali.
La tragedia, avvenuta durante un’immersione nella grotta di Dhekunu Kandu il 14 maggio, coinvolge più persone e solleva quesiti sulle modalità di svolgimento delle immersioni nel contesto di una crociera scientifica. Le autorità competenti hanno delegato una batteria di esperti per le autopsie e gli accertamenti tossicologici che potranno delineare responsabilità e dinamica dei fatti.
Il dolore della famiglia e le scelte di lutto
Carlo Sommacal, marito di Monica e padre di Giorgia, ha scelto la riservatezza: ha preferito restare a Genova vicino al figlio più giovane, Matteo, piuttosto che recarsi a Milano per vedere le bare. Ha annunciato l’intenzione di dare alle due donne un ultimo saluto nel mare della Sardegna, a Capo Mannu, luogo simbolico per la famiglia. Questo gesto diventa parte di un rito privato che mira a trasformare il vuoto in un punto di riferimento dove poter piangere e ricordare.
Ricordi e identità professionale
Nel raccontare Monica, Sommacal mette in evidenza sia l’aspetto umano che quello professionale: docente associata di Ecologia al Distav dell’Università di Genova, aveva una vasta produzione scientifica e un forte impegno per i giovani ricercatori. Il marito sottolinea il suo attivismo ambientale e la determinazione nel mettere la tutela del mare al di sopra dei riconoscimenti personali, definendola una figura capace di mobilitare fondi e sensibilizzare l’opinione pubblica.
Accertamenti medico-legali e sviluppi investigativi
Le autopsie sono state affidate a un team incaricato dalla Procura su delega: il medico legale designato è Luca Tajana, affiancato dalla tossicologa Cristiana Stramesi e dallo specialista in medicina subacquea Luciano Ditri. Sebbene gli esami iniziali non abbiano fornito esiti decisivi, gli investigatori attendono gli esami tossicologici per ottenere elementi utili a ricostruire la dinamica della morte dei sub.
Elementi sotto scrutinio
Le autorità stanno acquisendo corrispondenza, documentazione e il cosiddetto “documento di missione” per verificare quali attività fossero effettivamente programmate durante la crociera scientifica. Se dovessero emergere collegamenti diretti tra le immersioni e l’attività lavorativa, il caso potrebbe assumere la qualificazione di “infortunio sul lavoro”, con implicazioni giuridiche significative per gli organizzatori e per eventuali enti coinvolti.
Controversie e reazioni dell’ateneo
La vicenda ha anche sollevato polemiche sull’immagine e la gestione istituzionale: la pagina personale della docente sul sito dell’Università di Genova è risultata inaccessibile e questo ha alimentato il malcontento in chi ritiene che il contributo scientifico di Monica non stia ricevendo il riconoscimento dovuto. L’ateneo, dal canto suo, ha precisato che l’immersione non rientrava tra le attività ufficiali previste dalla missione e sarebbe stata svolta a titolo personale.
Materiale informatico e testimonianze
La squadra mobile ascolta le persone presenti sulla barca Duke of York e acquisisce supporti informatici e documenti per ricostruire orari, autorizzazioni e comunicazioni antecedenti all’immersione. In parallelo, gli inquirenti valutano la correttezza dei protocolli di sicurezza applicati, la formazione dei partecipanti e la presenza di eventuali fattori esterni che abbiano potuto compromettere l’orientamento o la possibilità di uscita dalla grotta sommersa.
Prospettive e attese
Al momento le famiglie attendono i risultati degli esami tossicologici e la definizione delle cause di morte, mentre le salme restano sotto sequestro fino alle determinazioni della magistratura. La combinazione tra accertamenti medico-legali, acquisizione di documenti e audizioni di testimoni dovrà fornire un quadro più chiaro, in grado di stabilire responsabilità e, se del caso, indirizzare l’ipotesi di una dinamica accidentale o di carenze organizzative nella gestione della missione.
Nel frattempo, il ricordo pubblico di chi ha perso la vita si mescola alla necessità di fare chiarezza: la famiglia, i colleghi e la comunità scientifica aspettano risposte che possano trasformare il lutto in elementi utili per prevenire simili tragedie in futuro.


