Un duro colpo al patrimonio della criminalità organizzata è stato inferto a Isola di Capo Rizzuto, dove i Carabinieri hanno eseguito un decreto di sequestro patrimoniale emesso dal Tribunale di Catanzaro. L’operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia presso la Procura della Repubblica di Catanzaro, ha portato al sequestro di beni per un valore complessivo di circa 140.000 euro colpendo direttamente la ‘ndrina Macario affiliata alla cosca Arena.
L’indagine, denominata Meltemi ha preso avvio nel maggio 2019 e ha portato, nel all’esecuzione di 9 ordinanze di custodia cautelare per reati gravi come associazione a delinquere di tipo mafioso, rapina, estorsione e truffa aggravata. L’operazione ha messo in luce un articolato sistema di pressioni estorsive esercitate nel territorio di Isola di Capo Rizzuto, con particolare riferimento a terreni agricoli situati in località rurali.
L’operazione Meltemi e il sequestro dei beni
L’indagine ha rivelato l’esistenza di una struttura criminale operante nella località marittima di Marinella autonoma ma funzionalmente collegata alla cosca Arena. Il decreto di sequestro ha riguardato un terreno agricolo di circa due ettari situato in contrada Vermica nonché due mezzi agricoli: un trattore New Holland e un trattore Massey Ferguson 390.
Il sequestro è stato disposto nei confronti di un uomo nato a Crotone nel 1990 residente a Isola di Capo Rizzuto e attualmente detenuto. L’indagato è ritenuto appartenente alla ‘ndrina Macario, affiliata alla cosca Arena. L’operazione è stata condotta dai militari della Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Crotone con il supporto della Tenenza di Isola di Capo Rizzuto.
Le misure di prevenzione patrimoniali
Le misure di prevenzione patrimoniali rappresentano uno degli strumenti più incisivi nella lotta alla criminalità organizzata. Consentono di sottrarre beni ritenuti riconducibili a soggetti socialmente pericolosi o comunque sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati, interrompendo così il circuito economico che alimenta le organizzazioni mafiose.
Il risultato ottenuto è frutto di un’approfondita attività investigativa e patrimoniale, che ha permesso di ricostruire la disponibilità effettiva dei beni e di fornire all’autorità giudiziaria un quadro probatorio solido. L’operazione si inserisce nel più ampio dispositivo di contrasto alle infiltrazioni economiche della criminalità organizzata, coordinato dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Catanzaro, guidata dal procuratore Salvatore Curcio.
Questo intervento conferma l’efficacia dello strumento delle misure di prevenzione patrimoniali, finalizzate a sottrarre alla disponibilità di soggetti ritenuti socialmente pericolosi beni riconducibili a contesti criminali o comunque sproporzionati rispetto alla capacità reddituale dichiarata.



