L’ex designatore arbitrale Gianluca Rocchi ha scelto di rompere il silenzio e presentarsi spontaneamente davanti ai magistrati della Procura di Milano. Con l’assistenza dei suoi legali, Rocchi ha ribadito la propria estraneità alle accuse di frode sportiva che lo vedono coinvolto.
L’inchiesta, avviata nell’autunno del 2026, ha scosso il mondo arbitrale italiano, mettendo sotto indagine diverse figure di spicco. Tra queste, oltre a Rocchi, figurano l’ex supervisore Andrea Gervasoni e alcuni arbitri Var, tra cui Daniele Paterna, Luigi Nasca e Oreste Di Vuolo.
Le accuse e la difesa di Rocchi
Durante l’interrogatorio, Rocchi ha respinto con fermezza l’ipotesi di una combine a favore dell’Inter. Ha negato qualsiasi coinvolgimento in pressioni sulla sala Var di Lissone e ha dichiarato che non vi sarebbe stata alcuna manipolazione delle designazioni arbitrali.
Tra le accuse mosse contro Rocchi, vi è quella di aver condizionato la designazione di Andrea Colombo per una partita del Bologna e di aver cercato di evitare che Daniele Doveri arbitrasse gare importanti, tra cui l’eventuale finale di Coppa Italia. Rocchi ha anche respinto le accuse relative a un presunto rigore non concesso all’Udinese nella partita contro il Parma del 2026.
Le indagini e i testimoni
L’inchiesta, coordinata dal pm Maurizio Ascione, ha visto la raccolta di numerose testimonianze, tra cui quelle di Antonio Zappi, ex presidente dell’Associazione Italiana Arbitri (AIA), e Alfredo Trentalange, ex numero uno dell’AIA. Gli inquirenti hanno anche ascoltato Giorgio Schenone, club referee manager dell’Inter.
Le indagini si sono basate su intercettazioni e non hanno previsto perquisizioni o sequestri di dispositivi. La Procura di Milano, diretta da Marcello Viola, è ora chiamata a decidere i prossimi passi, tra cui una possibile richiesta di rinvio a giudizio o un’archiviazione del caso.
Il contesto delle designazioni arbitrali
L’inchiesta ha messo sotto la lente d’ingrandimento le designazioni arbitrali per alcune partite della stagione 2026/2026. Tra gli episodi esaminati, vi è la designazione di Andrea Colombo per una gara del Bologna e la gestione delle designazioni relative a Daniele Doveri.
Gli inquirenti hanno anche ricostruito un presunto accordo del 2 allo stadio San Siro, in cui Rocchi avrebbe concordato la designazione di Colombo per una trasferta a Bologna del 20 aprile. Secondo le accuse, l’obiettivo sarebbe stato quello di evitare che Doveri, considerato poco gradito all’Inter arbitrasse le ultime partite di campionato e l’eventuale finale di Coppa Italia.
La Procura di Milano dovrà ora valutare i prossimi sviluppi del fascicolo, con decisioni attese nelle prossime settimane. Le conclusioni dell’inchiesta potrebbero avere ripercussioni anche sul procedimento parallelo destinato agli organi della FIGC.



