La Calabria piange la perdita di Gianni Fanello scomparso all’età di 87 anni. Nato a Pizzo il 21 febbraio 1939, Fanello è ricordato come una delle figure più amate del calcio meridionale: un attaccante concreto, simbolo del legame tra la propria terra e il pallone. La famiglia ha diffuso un breve messaggio per annunciare la scomparsa, mentre la comunità sportiva e i tifosi hanno espresso cordoglio per la morte di un giocatore che contribuì in modo determinante alla crescita del Catanzaro.
I funerali si terranno a Pizzo, nel Duomo di San Giorgio, martedì 7 luglio alle ore 16.30. Alla cerimonia è atteso il tributo di ex compagni, dirigenti e tifosi che vogliono rendere omaggio a una carriera che ha lasciato tracce importanti nel calcio italiano.
Il legame con Catanzaro e la promozione del 1958/59
Fanello è entrato di diritto nella storia del Catanzaro per il ruolo avuto nella promozione dalla Serie C alla Serie B durante la gestione Pasinati. Soprannominato il “fornaretto di Pizzo” per l’attività del padre e per l’abitudine di aiutare in bottega tra un allenamento e l’altro, Fanello si impose come finalizzatore letale: complessivamente raccolse sessanta presenze in maglia giallorossa e mise a segno trenta reti, numeri che raccontano l’incidenza diretta del suo contributo sportivo alla squadra.
Il titolo di capocannoniere e la consacrazione in cadetteria
Nella stagione 1959-1960, a soli 21 anni, Fanello si affermò come protagonista della Serie B, chiudendo il campionato da capocannoniere con 15 reti e consacrandosi tra i migliori attaccanti della categoria. Questi risultati gli valsero anche la convocazione nella nazionale olimpica guidata da Nereo Rocco, partecipando ai Giochi di Roma del 1960 durante i quali segnò una rete con la maglia azzurra.
La carriera in Serie A e la vittoria con il Napoli
Dalla consacrazione in cadetteria, il percorso di Fanello lo portò a vestire maglie importanti. Dopo il passaggio al Milan e la successiva esperienza con l’Alessandria — dove stabilì un record personale di 26 gol in una stagione di Serie B — l’attaccante militò nel Napoli con cui ottenne la promozione in Serie A e la conquista della Coppa Italia 1961/62. Nel corso della sua carriera collezionò 80 presenze e 17 reti in Serie A oltre a 218 presenze e 71 gol in Serie B cifre che rendono l’idea della continuità e dell’efficacia dimostrate negli anni.
Successivamente Fanello giocò anche per CataniaTorino e Reggiana alternando esperienze tra massima serie e cadetteria. La varietà delle maglie indossate e i traguardi conquistati confermano la figura di un attaccante versatile e capace di incidere in contesti diversi del calcio italiano.
La chiusura della carriera e l’esperienza in Canada
L’ultima tappa ufficiale del percorso professionale di Fanello fu in Nord America: nel 1973 si trasferì in Canada con il ruolo di giocatore-allenatore al Toronto Italia chiudendo così una carriera che aveva attraversato oltre un decennio e mezzo di calcio tra Italia e all’estero. L’esperienza canadese segnò un ultimo capitolo di un uomo che aveva sempre portato con sé i valori della correttezza e dell’umiltà.
La memoria collettiva mantiene il ricordo non solo delle reti segnate, ma anche dell’atteggiamento dentro e fuori dal campo: Fanello è spesso descritto come un calciatore elegante, corretto e profondamente legato alla propria comunità d’origine.
Reazioni ufficiali e ricordi della comunità sportiva
L’US Catanzaro 1929 ha espresso dolore e vicinanza alla famiglia, ricordando Fanello come protagonista della storia giallorossa tra la fine degli anni Cinquanta e gli inizi degli anni Sessanta. Il presidente Floriano Noto e la società hanno formulato le più sentite condoglianze, sottolineando l’eredità sportiva e umana lasciata dall’ex attaccante.
La famiglia, nel messaggio pubblicato sui canali social, ha definito Gianni un orgoglio di Pizzo e dell’intero mondo sportivo nazionale, evidenziando come venga oggi pianto non solo il calciatore ma anche l’uomo: un esempio di bontà, onestà e valori sani che ha influenzato generazioni di tifosi e appassionati.
Il rito funebre previsto a Pizzo rappresenterà un momento di commiato collettivo, in cui la città natale e i rappresentanti del calcio si uniranno nel ricordo di una carriera densa di risultati e di un volto amato dalla gente.



