Il Nucleo antisofisticazioni e sanità (Nas) di Reggio Calabria ha eseguito un provvedimento di sequestro preventivo a carico di una persona indagata per esercizio abusivo delle professioni e per sostituzione di persona in ambito sanitario. L’operazione, disposta dalla Procura locale e convalidata dal gip, è il risultato di un’indagine che ha portato al blocco di due siti internet, di una casella di posta elettronica e di un ambulatorio di tricologia medica con le relative attrezzature cliniche.
Secondo gli inquirenti, l’indagato presentava sulle pagine web competenze e titoli non corrispondenti alla realtà per attirare pazienti interessati a problemi di capelli e cuoio capelluto. La vicenda, emersa pubblicamente il 23 maggio 2026 con la notifica dei provvedimenti, solleva questioni sul rischio per chi si affida a operatori privi di abilitazione e sulla necessità di verificare sempre le credenziali mediche prima di sottoporsi a visite o terapie.
Indagini e modalità operative
Le attività svolte dal Nas hanno incluso servizi di osservazione e pedinamento, raccolta di testimonianze di clienti e analisi della documentazione amministrativa e online. Gli investigatori hanno ricostruito come l’indagato pubblicizzasse prestazioni di tricologia e consulenze psicologiche attraverso portali che elencavano titoli professionali inesatti o ingannevoli. Per gli investigatori, questa strategia ha permesso di procacciare numerosa clientela e di svolgere visite specialistiche senza i necessari titoli di studio e abilitazioni professionali.
Prove raccolte
Tra le evidenze acquisite figurano registrazioni di appuntamenti, corrispondenza via email con i pazienti e documenti clinici utilizzati nell’ambulatorio. Gli elementi raccolti dai militari hanno portato a ritenere sussistenti gravi indizi in ordine all’esercizio non autorizzato di attività sanitaria. È stata altresì verificata la presenza di materiale e strumenti clinici nell’ambulatorio oggetto del sequestro, ritenuti funzionali all’attività contestata.
Provvedimenti e beni sequestrati
Il decreto emesso dalla Procura ha disposto il sequestro urgente di due siti internet, di una casella di posta elettronica utilizzata per contattare i pazienti e dell’ambulatorio dove venivano effettuate le visite. Le attestazioni e le attrezzature rinvenute sono state poste sotto vincolo per impedirne l’uso. Il gip ha convalidato il sequestro, misura che limita la disponibilità degli strumenti usati per l’esercizio abusivo e consente agli inquirenti di preservare prove utili all’istruttoria.
Aspetti procedurali
Nella fase esecutiva è stata notificata all’interessato l’informazione di garanzia, atto che formalizza l’iscrizione nel registro degli indagati. Va ricordato che, come precisato dalle forze dell’ordine, la persona coinvolta è da considerarsi presunta innocente fino a eventuale condanna definitiva. Le successive fasi processuali stabiliranno se e quali responsabilità penali saranno attribuite in relazione alle ipotesi di reato contestate.
Implicazioni per i pazienti e consigli pratici
Il caso mette in evidenza il pericolo rappresentato da operatori non qualificati che diffondono informazioni fuorvianti online. L’esposizione a trattamenti somministrati da chi non possiede le necessarie abilitazioni può comportare danni alla salute e costi emotivi e materiali. Per tutelarsi è consigliabile verificare i titoli professionali, consultare gli ordini e collegi professionali competenti e chiedere documentazione ufficiale prima di sottoporsi a visite o terapie.
Infine, l’azione del Nas ribadisce l’importanza dei controlli e della collaborazione tra organi giudiziari e forze dell’ordine per contrastare pratiche che mettono a rischio la salute pubblica. Denunce e segnalazioni da parte dei pazienti rimangono strumenti fondamentali perché le autorità possano intervenire tempestivamente e tutelare gli utenti.



