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Nuove nomine al Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano Calabro di Appello

Il 11 giugno, nel Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano Calabro di Appello, don Marcello Froiio e don Giuseppe Angotti hanno assunto rispettivamente i ruoli di Vicario Giudiziale e Vicario Giudiziale Aggiunto, prestando la professione di fede e il giuramento di fedeltà secondo il Codice di Diritto Canonico.

Nuove nomine al Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano Calabro di Appello

Il 11 giugnonei locali del Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano Calabro di Appellosi è svolta la cerimonia di insediamento che ha conferito i nuovi incarichi giudiziali a due sacerdoti calabresi. Alla celebrazione hanno partecipato i membri del tribunale e il Moderatore, che ha guidato il rito ufficiale della professione di fede e del giuramento di fedeltà previsto dal Codice di Diritto Canonico.

L’evento ha segnato un passaggio istituzionale rilevante per le Chiese locali, con l’affidamento di responsabilità giudiziarie e pastorali che riguardano in particolare le cause matrimoniali trattate in secondo grado dal tribunale di appello. I nuovi nominati entrano così in un quadro operativo dove la competenza tecnico-giuridica si unisce alla cura pastorale delle persone coinvolte nei procedimenti.

La cerimonia e le parole dell’Arcivescovo moderatore

La celebrazione è stata presieduta da Monsignor Claudio ManiagoArcivescovo Metropolita di Catanzaro-Squillace e Moderatore del Tribunale. Durante il suo intervento Monsignor Maniago ha sottolineato come “La giustizia ecclesiastica è cura pastorale” e ha richiamato la necessità che ogni applicazione del diritto canonico sia permeata dallo spirito evangelico. Ha inoltre affermato che “Il Codice di Diritto Canonico non può essere separato dal Vangelo“, ribadendo l’orientamento della giustizia ecclesiastica verso la verità e il bene delle persone.

Il rito formale: professione e giuramento

Nel corso del rito, don Marcello Froiiodell’Arcidiocesi di Catanzaro-Squillacee don Giuseppe Angottidella Diocesi di lamezia termehanno emesso la professione di fede e prestato il giuramento di fedeltà richiesti dal diritto canonico. Questi atti solennemente sottolineano la responsabilità morale e giuridica connessa alle funzioni di vicario giudiziale e vicario giudiziale aggiunto, segnando l’inizio del loro servizio ufficiale all’interno del tribunale.

Ruoli, competenze e struttura del Tribunale Ecclesiastico Calabro

La nomina di don Froiio come Vicario Giudiziale e di don Angotti come Vicario Giudiziale Aggiunto rispecchia il riconoscimento delle loro competenze giuridiche e dell’esperienza pastorale maturata. Il Vicario Giudiziale coordina l’attività del Tribunale, garantendo il corretto svolgimento dei procedimenti canonici, in particolare delle cause di nullità matrimoniale; il Vicario Giudiziale Aggiunto affianca il Vicario nelle funzioni giudiziarie e ne può assumere la responsabilità nei casi previsti dal diritto.

Il Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano Calabro di Appello esercita la competenza di secondo grado sulle cause di nullità matrimoniale e sui contenziosi trattati in primo grado dal Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano Calabro. In questo contesto, il servizio giudiziario è pensato non solo come applicazione normativa, ma come accompagnamento delle persone coinvolte, con attenzione alla dignità e alla verità delle situazioni esaminate.

Presenze istituzionali e auguri al nuovo assetto

Alla cerimonia erano presenti anche Monsignor Vincenzo VaroneVicario Giudiziale del Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano Calabro, insieme ai notai del Tribunale. La Conferenza Episcopale Calabra ha rivolto ai nuovi incaricati gli auguri per un ministero definito “fecondo“, auspicando che il loro servizio sia svolto con sapienza, equilibrio e autentico spirito ecclesiale, nel rispetto della verità, della giustizia e della prossimità pastorale verso le persone.

La nomina ribadisce l’importanza del collegamento tra competenza tecnica e carità pastorale all’interno del sistema giudiziario ecclesiale: un equilibrio richiesto esplicitamente nelle parole del Moderatore e concretizzato dall’assetto del tribunale stesso, chiamato a rispondere alle esigenze delle comunità locali della Calabria.

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