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Pil e turismo in crescita in Calabria: cosa dicono i numeri regionali

Nel 2026 la Calabria ha segnato un +1,1% del pil trainato da export, turismo e occupazione; il porto di Gioia Tauro ha fatto segnare un record di 4,5 milioni di TEU, ma permangono debolezze su redditi pro capite, innovazione e dimensione d'impresa

Pil e turismo in crescita in Calabria: cosa dicono i numeri regionali

Nel 2026 l’economia della Calabria ha mostrato segnali di rafforzamento che emergono chiaramente dai principali aggregati: il pil regionale è cresciuto dell’1,1%, un aumento superiore a quello medio del Mezzogiorno e dell’Italia. Questo risultato è stato sostenuto da un insieme di fattori che comprendono la dinamica dell’export l’incremento delle presenze turistiche e un significativo miglioramento del mercato del lavoro.

Accanto ai progressi però permangono elementi strutturali che limitano il potenziale di sviluppo: il reddito pro capite resta distante dalla media nazionale, la capacità di innovazione delle imprese è tra le più basse in Italia e il tessuto produttivo è fortemente polarizzato verso micro e piccole imprese. Inoltre, le prospettive per il 2026 risultano esposte alle tensioni internazionali che hanno già inciso sulla fiducia di famiglie e imprese.

Pil, export e il boom del porto di Gioia Tauro

Il contributo delle vendite all’estero è stato particolarmente rilevante: l’export regionale è aumentato del 10,8%, superando il miliardo di euro e portando l’incidenza delle esportazioni sul pil dal 1,6% del 2026 al 2,5% nel 2026. Nonostante il robusto incremento percentuale, questa incidenza rimane molto contenuta rispetto al 29% medio nazionale e al 13% del Mezzogiorno.

Gioia Tauro e la logistica

Il porto di Gioia Tauro ha registrato un nuovo record: circa 4,5 milioni di TEU movimentati nel 2026, pari a un aumento del 14% rispetto all’anno precedente e a circa un terzo del traffico container nazionale. Questo risultato rafforza il ruolo della Calabria come hub di transhipment nel Mediterraneo e supporta i flussi commerciali che hanno spinto la crescita delle esportazioni.

Mercato del lavoro, redditi e condizioni delle famiglie

Il 2026 ha evidenziato una dinamica occupazionale positiva: gli occupati sono aumentati del 3,8% (+20.300 unità) con una crescita particolarmente marcata per le donne e per i lavoratori autonomi. Il tasso di occupazione è salito al 46,4%, mentre il tasso di disoccupazione è sceso al 9,8%, riducendo in parte il divario con la media nazionale ma senza colmarlo.

Sul versante dei redditi, il reddito disponibile nominale è aumentato del 2,6% e il reddito pro capite si attesta intorno a 16.800 euro, oltre un quarto in meno rispetto al valore medio italiano. Nel lungo periodo (2008-2026) le retribuzioni reali in Calabria sono diminuite del 15,9%, un calo molto più accentuato rispetto al -6,2% nazionale, segno di una perdita di potere d’acquisto che pesa sulla domanda interna.

Consumi, inflazione e povertà

I consumi reali sono aumentati dell’1,1% e l’inflazione media nel 2026 è stata dell’1,9%, con uno scatto a +3,8% registrato nell’aprile 2026 per effetto dei rincari energetici. Il ricorso al credito al consumo è elevato (19,8% del reddito disponibile contro il 13,4% nazionale) e quasi un quarto delle famiglie vive in condizione di povertà relativa, con l’8,2% della popolazione che percepisce l’assegno di inclusione.

Imprese, investimenti e settore turistico

Gli investimenti delle imprese si sono mantenuti sui livelli del 2026, sostenuti dall’ampio ricorso agli incentivi fiscali e alle misure della Zona economica speciale. Gli investimenti in beni strumentali che hanno beneficiato del credito d’imposta sono stati pari a 537 milioni di euro, circa l’8% del totale del Mezzogiorno, lievemente superiori all’anno precedente.

La redditività aziendale è risultata positiva per la maggior parte delle imprese, con un grado di indebitamento sceso al 35% e oltre l’80% delle imprese in utile o pareggio. Tuttavia, la capacità innovativa resta debole: due terzi delle imprese non ha sostenuto spese in tecnologie avanzate e soltanto un decimo ha destinato quote significative degli investimenti all’innovazione.

Turismo e infrastrutture

Il settore turistico ha offerto un contributo importante alla ripresa: le presenze nel 2026 sono cresciute dell’11,6%, con la componente straniera in aumento del 28,5%. Gli aeroporti regionali hanno superato i 4 milioni di passeggeri, favorendo maggiore accessibilità e collegamenti internazionali, e il comparto dell’ospitalità, con circa 200.000 posti letto, continua a essere un volano occupazionale stagionale.

L’agricoltura mantiene un peso significativo (oltre il 6% del valore aggiunto regionale) e la Calabria è la seconda regione italiana per diffusione del biologico, con il 36% della superficie agricola utilizzata in conversione o produzione biologica.

Le tensioni internazionali e la variabilità dei prezzi energetici rappresentano fattori di rischio per le prospettive immediate del 2026.

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