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Memorandum Iran-Usa: Khamenei cede dopo le garanzie di Pezeshkian e la firma condivisa

Khamenei spiega perché ha accettato il memorandum firmato da Iran, Stati Uniti e Pakistan; Pezeshkian definisce il testo storico e cita il rispetto reciproco, mentre il documento menziona accessi a fondi e obiettivi economici

Memorandum Iran-Usa: Khamenei cede dopo le garanzie di Pezeshkian e la firma condivisa

La leadership iraniana ha annunciato un passo diplomático che cambia la prospettiva sulle relazioni con gli Stati Uniti: Moqtaba KhameneiGuida Suprema dell’Iran, ha reso pubblico un messaggio in cui spiega le ragioni del suo consenso a un memorandum d’intesa firmato tra Tehran e Washington.

Nel testo diffuso dalla rappresentanza iraniana emerge il ruolo centrale del presidente Masoud Pezeshkianche ha assunto impegni precisi davanti al Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale. La firma sul documento è stata apposta anche dal presidente americano Trump e dal primo ministro pachistano Shehbaz Sharifpresente come mediatore e firmatario.

Perché Khamenei ha cambiato posizione

Nel messaggio la guida suprema riconosce di aver avuto inizialmente «una differente posizione» rispetto all’accordo, ma chiarisce che il proprio consenso è nato dall’impegno formale assunto dal presidente Pezeshkian. Khamenei sottolinea che tale impegno riguarda la protezione dei diritti della nazione iraniana e del Fronte di Resistenzae che la responsabilità è stata esplicitamente accettata da Pezeshkian a nome del Consiglio Supremo.

Con queste premesse, la Guida afferma di aver autorizzato il memorandum: «io, per principio, avevo una differente posizione. Tuttavia, in virtù dell’impegno che lo stimato presidente iraniano in qualità di capo del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale ha assunto con me… ho dato il mio consenso», recita il passaggio riportato nel comunicato ufficiale.

Le condizioni e i limiti evocati da Khamenei

Nel medesimo messaggio il leader ha posto condizioni chiare: ha avvertito che se la controparte americana avanzasse richieste considerate eccessive, l’Iran non si piegherà a tali pretese. Inoltre ha precisato che futuri negoziati «in presenza» non dovranno essere intesi come una accettazione automatica della posizione del nemico, ribadendo la necessità che ogni passo sia compatibile con la sovranità nazionale.

Contenuti principali del memorandum e reazioni dei firmatari

Il memorandum è stato definito dal presidente Pezeshkian «un testo storico e un messaggio di un Iran forte». Nel messaggio pubblico Pezeshkian ha affermato che «la pace si raggiungerà all’ombra del rispetto reciproco» e che la Repubblica Islamica resterà impegnata a preservare la propria dignità e indipendenza, oltre a promuovere il progresso e la cooperazione regionale.

Tra i punti economici e finanziari citati nel quadro dell’intesa figurano riferimenti all’accesso a risorse economiche bloccate e a stanziamenti per la ricostruzione: il documento indica la disponibilità di 6 miliardi di fondi congelati e menziona, in senso più ampio, cifre legate allo sviluppo economico complessivo pari a 300 miliardi destinati alla ricostruzione e allo sviluppo dell’Iran.

La firma pachistana e il ruolo del mediatore

La presenza della firma del primo ministro pachistano Shehbaz Sharif sul memorandum è sottolineata come elemento significativo: Sharif è citato come mediatore chiave tra le parti e la sua sigla sul documento riflette l’impegno del Pakistan nel facilitare il dialogo tra Tehran e Washington.

Dichiarazioni condivise e passaggi chiave del messaggio

Nel messaggio di Khamenei è presente anche un giudizio sull’atteggiamento della controparte statunitense: la Guida sostiene che il presidente Trump sia stato «mosso dalla disperazione» e abbia «usato ogni leva» per giungere all’intesa. Questa interpretazione politica accompagna la valutazione formale della firma del memorandum e ne spiega la genesi secondo la leadership iraniana.

Parallelamente, il documento e le dichiarazioni dei firmatari ribadiscono che l’accordo non rappresenta una rinuncia ai principi nazionali: il testo preserva l’enfasi sulla dignità, sull’autonomia decisionale e sulla difesa degli interessi nazionali e regionali, come ribadito dalle parole del presidente Pezeshkian e dall’approvazione finale di Khamenei.

Il quadro delineato dalle dichiarazioni ufficiali coinvolge le relazioni tra IranStati Uniti d’America e Pakistancon ricadute su temi economici e di sicurezza. In questo contesto, il memorandum rappresenta un passo formale che le parti intendono seguire con negoziati e verifiche ulteriori, pur mantenendo salde le condizioni poste dalla leadership iraniana.

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