La Geriatria dell’Università Magna Græcia di Catanzarodiretta dalla professoressa Angela Sciacquaè salita sul palco europeo dell’Heart Failure Congress tenutosi a Barcellona in Spagna con una serie di contributi clinici rivolti ai pazienti anziani e fragili affetti da scompenso cardiaco. Le quattro ricerche presentate hanno affrontato temi che vanno dalla protezione renale alla stratificazione prognostica, confermando l’impegno dell’ateneo calabrese nella ricerca traslazionale.
La partecipazione al congresso promosso dalla Società Europea di Cardiologia e dalla Heart Failure Association ha offerto al gruppo di Catanzaro l’opportunità di confrontarsi con la comunità internazionale su interventi terapeutici concreti e indicatori prognostici di semplice impiego.
Vericiguat e protezione renale nei pazienti con riacutizzazione dello scompenso
Il dottor Giuseppe Armentaro (Medico, PhD, Dirigente medico specialista in Geriatria) ha illustrato uno studio dedicato all’uso del Vericiguat in pazienti con scompenso cardiaco cronico che hanno sperimentato un episodio di riacutizzazione. I risultati mostrano come il farmaco possa contribuire a rallentare il declino della funzione renale, proponendosi come una strategia di nefroprotezione nei soggetti ad alto rischio. L’analisi ha evidenziato un effetto clinicamente rilevante sulla conservazione della funzionalità renale, aprendo scenari utili nella gestione integrata del paziente cardiopatico fragile.
CPAP e funzione ventricolare destra nei pazienti con OSA e insufficienza cardiaca
Il lavoro presentato dal dottor Giandomenico Severini (Medico, Specialista in Geriatria e ricercatore PNRR) ha valutato il ruolo della CPAP (pressione positiva continua nelle vie aeree) nei pazienti affetti da sindrome delle apnee ostruttive del sonno e contemporaneamente da scompenso cardiaco. La ricerca, intitolata “Potential Role of CPAP Treatment on Right Ventricular Function in Patients with Heart Failure and OSA”, ha dimostrato un impatto protettivo della ventilazione notturna sulla funzione del ventricolo destro, suggerendo che il trattamento delle apnee possa tradursi in benefici cardiaci tangibili.
Implicazioni cliniche per la gestione multidisciplinare
Questa evidenza sottolinea l’importanza di un approccio multidisciplinare che integri cardiologia, geriatria e pneumologia: l’identificazione e la cura dell’OSA nei pazienti con insufficienza cardiaca possono diventare parte integrante dei percorsi terapeutici volti a preservare la funzione cardiaca destra e ridurre le complicanze.
Carbossimaltosio ferrico e miglioramento funzionale negli anziani con anemia
La dottoressa Maria Rosangela Scarcelli (MD, Specialista in Geriatria e dottoranda di ricerca) ha presentato uno studio osservazionale intitolato “Role of ferric carboxymaltose supplementation comprehensive geriatric assessment in elderly patients with chronic heart failure – an observational study”. Attraverso l’utilizzo della valutazione geriatrica multidimensionalela ricerca ha documentato un netto miglioramento delle capacità funzionali e della qualità della vita in pazienti anziani con anemia sideropenica trattati con carbossimaltosio ferrico. I dati suggeriscono che la correzione dello stato sideropenico possa avere ricadute significative nella gestione quotidiana degli individui fragili con insufficienza cardiaca cronica.
Rapporto hs-CRP/albumina come biomarker prognostico nello scompenso cronico
La dott.ssa Velia Cassano (PhD) ha proposto il rapporto tra proteina C-reattiva ad alta sensibilità (hs-CRP) e albumina come indice prognostico efficace ed economico per i pazienti con scompenso cardiaco cronico. Lo studio “Prognostic role of hs-CRP/albumin ratio in heart failure patients” ha mostrato che questo parametro può essere utile per la stratificazione del rischio, offrendo uno strumento semplice da applicare nella pratica clinica per identificare soggetti a maggior rischio di eventi avversi.
Il gruppo dell’Università Magna Græcia di Catanzaro ha quindi portato a Barcellona contributi concreti e diversificati: dalla farmacologia alla ventilazione notturna, dalla supplementazione ematica alla definizione di biomarker prognostici. Queste ricerche ribadiscono l’importanza della personalizzazione delle cure per il paziente anziano e fragile e consolidano il ruolo dell’ateneo calabrese nella ricerca europea sullo scompenso cardiaco.


