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Fermaglio ritrovato e indagini sulla casa famiglia di Civitella Alfedena: aggiornamenti

È stato recuperato un fermaglio rosso durante le ricerche a Civitella Alfedena; la Procura di Sulmona ha iscritto l'ipotesi di abbandono di minore e la madre ha risposto alle accuse con un comunicato letto mercoledì 17 giugno

Fermaglio ritrovato e indagini sulla casa famiglia di Civitella Alfedena: aggiornamenti

Le ricerche di Sarah e Alisyadue sorelle di 12 e 16 anni scomparse dalla casa famiglia di Civitella Alfedena nell’Aquilano, proseguono tra controlli sul territorio e accertamenti giudiziari. A distanza di circa 10 giorni dall’allontanamento, è stato recuperato un elemento materiale che potrebbe collegarsi alle giovani: un fermaglio rosso decorato con piccoli fiorellini bianchi.

Ritrovamento dell’oggetto e attività di ricerca sul territorio

Nel corso delle ricerche la presenza dell’oggetto è stata segnalata dall’Associazione Penelope e, stando alle informazioni disponibili, si presume che il fermaglio possa appartenere a una delle due ragazze; il padre ha confermato che Sarah portava spesso dei fermagli. Le operazioni investigative e di ricerca si sono concentrate nelle aree intorno all’abitazione che ospitava le minorenni, con sopralluoghi a terra e ricognizioni dall’alto: questa mattina un elicottero ha sorvolato a bassa quota la zona per agevolare le verifiche.

Gli inquirenti stanno lavorando sia su piste locali che su segnalazioni raccolte negli ultimi giorni. Le attività hanno coinvolto controlli in aree periferiche, con verifiche in casolari, grotte e abitazioni abbandonate, alla ricerca di elementi che possano chiarire i movimenti delle due giovani dopo l’allontanamento avvenuto durante la notte tra il 6 e il 7 giugno.

Iscrizione nel registro e ipotesi sull’operato della struttura

La Procura di Sulmona ha aperto un fascicolo e ha iscritto nel registro l’ipotesi di abbandono di minore nei confronti dei responsabili della casa famiglia che ospitava le ragazze. L’iscrizione è conseguente alla denuncia presentata dal padre, il quale contesta la mancata vigilanza e segnala l’assenza di presidi come sistemi di allarme e videosorveglianza. Nel fascicolo già avviato per sottrazione di minore si aggiunge così un approfondimento sulle responsabilità della struttura riguardo ai controlli notturni e alle comunicazioni ai familiari.

Secondo quanto emerso, le ragazze sarebbero uscite dalla struttura passando da una finestra danneggiata. L’attenzione degli investigatori si concentra quindi sia sulle modalità dell’allontanamento che sui tempi e sulle modalità con cui la scomparsa è stata comunicata ai parenti. Il padre, assistito da un legale, ha seguito le attività di verifica sul posto insieme alla presidente dell’associazione che supporta le famiglie di persone scomparse.

Materiale sequestrato e possibile significato dei bigliettini

Dalla stanza occupata dalle due minorenni sono stati acquisiti dagli investigatori alcuni bigliettini scritti apparentemente in codice o in forma incomprensibile. Il materiale è ora al vaglio degli inquirenti, che dovranno decifrarne il contenuto per valutare se quelle annotazioni contengano elementi utili sui contatti con l’esterno, sulle modalità di comunicazione tra le ragazze o su un’eventuale organizzazione dell’allontanamento. Se interpretati correttamente, questi appunti potrebbero fornire indizi decisivi per ricostruire la dinamica dei fatti.

Reazioni della famiglia e delle parti coinvolte

In merito alle accuse rivolte alla madre delle ragazze, Valentina D’Acuntoi suoi legali hanno diffuso un comunicato difensivo letto mercoledì 17 giugno in trasmissione televisiva. Nel comunicato si sottolinea che, se due minori si sono allontanate durante la notte da una struttura a loro deputatala domanda principale deve rivolgersi alla gestione della struttura: condizioni logistiche, turni di presenza, controlli notturni, sistemi di comunicazione e tempi dell’allarme. I legali evidenziano inoltre che la madre ha dichiarato di essere stata informata della scomparsa solo in tarda mattinata della domenica, tra le ore 12:30 e le ore 13quando i Carabinieri di Formia si sono recati presso la sua abitazione per cercare le ragazze.

La nota afferma in modo netto: “Non può essere accettata alcuna inversione della realtà. Valentina D’Acunto non è il luogo da cui le minori sono scomparsenon è il soggetto che aveva la vigilanza notturna“. Dall’altra parte, la presidente dell’associazione sentita durante la trasmissione ha espresso dubbi sulla necessità del comunicato difensivo, osservando che anche il padre era stato oggetto di sospetti e per questo non aveva rilasciato dichiarazioni pubbliche.

È inoltre emersa l’accusa formulata dal fidanzatino della ragazza più grande: il giovane avrebbe riferito di aver visto una lettera in cui la madre scriveva “Un giorno vi vengo a prendere, anche con la forza, durante la notte.“. Secondo la versione riportata, quella missiva sarebbe stata poi bruciata; tale circostanza è stata riportata al momento della denuncia presentata ai carabinieri.

Le indagini proseguono senza escludere alcuna ipotesi, con verifiche sui luoghi circostanti a Civitella Alfedena e sulle direttrici che collegano il paese ai centri vicini, mentre vengono analizzati tutti gli elementi materiali e le testimonianze raccolte finora.

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