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Disposizioni anticipate di trattamento in Calabria: cosa dicono i dati

La Calabria è al sedicesimo posto in Italia per diffusione delle Dat, con una dichiarazione ogni 228 abitanti; il report dell'Osservatorio Dat dell'Associazione Luca Coscioni, aggiornato a dicembre 2026, mette in luce le differenze tra Crotone, Cosenza, Reggio Calabria, Vibo Valentia e Catanzaro e segnala lacune istituzionali nelle informazioni pubbliche.

Disposizioni anticipate di trattamento in Calabria: cosa dicono i dati

La Calabria occupa il sedicesimo posto nella graduatoria nazionale relativa alla diffusione delle Disposizioni anticipate di trattamento (Dat)il cosiddetto biotestamento. Con una media regionale corrispondente a una Dat ogni 228 abitantila platea calabrese risulta tra le più lontane dall’adozione su larga scala di questo strumento di autodeterminazione sanitaria. L’analisi presentata si basa su un accesso agli atti promosso dall’Osservatorio Dat dell’Associazione Luca Coscioni, aggiornato a che ha raccolto i depositi presso i Comuni italiani.

Il lavoro dell’Osservatorio è nato anche in risposta all’assenza di una relazione ufficiale del ministero della Salute e alla mancanza di una campagna informativa nazionale. Si tratta di un report inedito e rappresenta, secondo l’associazione, l’unica base dati disponibile per valutare la diffusione delle Dat a livello comunale e provinciale. In termini assoluti, l’accesso ha preso in esame i depositi nei 7.677 Comuni italiani per ricostruire la presenza delle dichiarazioni anticipate dal momento dell’entrata in vigore della legge.

Diversità tra le province calabresi: Crotone in testa

I dati raccolti mostrano differenze marcate tra le province della Calabria. La provincia di Crotone registra il valore più significativo nella regione con 592 Dat depositate e una prevalenza pari a una Dat ogni 164 abitanticollocandosi al 50° posto nella classifica nazionale per diffusione delle Dat. Questo risultato la rende il territorio calabrese con la più alta adozione relativa dello strumento, nonostante il valore resti contenuto rispetto ad altre realtà regionali italiane.

Posizionamento relativo delle altre province

Alle spalle di Crotone, la provincia di Cosenza si distingue con un rapporto di una Dat ogni 213 abitantiche le vale il 7° posto nella graduatoria nazionale, indicandone una diffusione relativamente più elevata. Le altre province presentano numeri inferiori: reggio calabria si trova al 86° posto con una Dat ogni 235 abitantiVibo Valentia è al 91° posto con una Dat ogni 256 abitantimentre Catanzaro registra la frequenza più bassa in regione con una Dat ogni 281 abitanti e si posiziona al 97° posto nazionale. Questi scarti rivelano una distribuzione non omogenea delle Dat all’interno della Calabria e suggeriscono dinamiche locali diverse nell’accesso allo strumento.

Contesto istituzionale e rilevanza dei dati

Le Dat hanno una funzione precisa: consentono a ogni persona maggiorenne di indicare anticipatamente quali trattamenti sanitari accettare o rifiutare nel caso in cui non sia più in grado di esprimere la propria volontà. La loro efficacia pratica dipende però dalla conoscenza pubblica e dall’organizzazione amministrativa che consente il deposito e la consultazione. Nel caso calabrese, l’assenza di una relazione del ministero della Salute e la mancanza di campagne informative nazionali hanno reso necessaria l’iniziativa di monitoraggio da parte dell’Associazione, che ha fornito un quadro altrimenti non disponibile.

Il dato regionale aggregato di una Dat ogni 228 abitanti va letto alla luce delle differenze provinciali: alcune aree mostrano una propensione maggiore alla registrazione delle volontà sanitarie, altre rimangono indietro. Il confronto tra province mette in evidenza come fattori locali, organizzativi e informativi possano influire sulla diffusione dello strumento. L’elenco completo dei Comuni analizzati comprende tutti i 7.677 Comuni italiani, mentre il censimento specifico delle Dat depositate nei singoli municipi ha permesso di ricavare i numeri provinciali citati.

Implicazioni per cittadini e amministrazioni locali

Per i cittadini calabresi l’esistenza di dati aggiornati significa avere una fotografia dello stato dell’arte sull’uso delle Dat, utile per misurare livelli di consapevolezza e accesso ai servizi. Per le amministrazioni la mappatura mette in luce la necessità di incrementare la comunicazione e semplificare le procedure di deposito, laddove si riscontrino livelli più bassi di adozione. Il monitoraggio dell’Osservatorio rappresenta quindi uno strumento informativo che evidenzia sia i progressi sia le lacune sul territorio.

In assenza di una campagna informativa e di una rendicontazione ministeriale specifica, i numeri raccolti costituiscono il riferimento principale per chi vuole comprendere come si distribuisce in Calabria il ricorso alle Disposizioni anticipate di trattamento. Rimane centrale il ruolo delle istituzioni locali e delle organizzazioni civili nel favorire una maggiore conoscenza dello biotestamento e nel garantire che le volontà espresse vengano rispettate e facilmente reperibili quando necessario.

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