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Osa Festival ridisegna il borgo di Alessandria del Carretto con sei murales

Osa Festival porta ad Alessandria del Carretto sei opere di street art firmate da Ligama, Attorrep e Sposari, valorizzando il patrimonio immateriale del borgo e raccontando la tradizione del Carnevale e della Festa della Pita

Osa Festival ridisegna il borgo di Alessandria del Carretto con sei murales

Nel borgo montano di Alessandria del Carrettonel cuore del Parco nazionale del Pollinoun progetto di street art ha ridefinito alcune facciate del centro storico trasformandole in una galleria a cielo aperto. L’intervento, promosso con il sostegno dell’Amministrazione Comunaleha visto la realizzazione di sei opere murali firmate dagli artisti LigamaAttorrep e Sposaricon l’obiettivo di intrecciare linguaggi contemporanei e memoria collettiva.

L’iniziativa rientra nel percorso di rigenerazione culturale promosso da Osa Festivalrealtà nata a Diamante che negli anni ha sviluppato interventi in diverse aree nazionali e internazionali. Le opere qui realizzate muovono da due temi ben radicati nella vita comunitaria alessandrina: le maschere del Carnevale e la Festa della Pitarituale che ogni anno, nell’ultima settimana di aprile, vede la scelta e il trasporto di un grande abete dai monti del Pollino fino al centro del paese.

Le maschere del Carnevale e la memoria popolare sulle pareti

Una parte del percorso artistico è dedicata alle maschere del Carnevale tipiche di Alessandria del Carretto, figure simboliche che incarnano antichi significati della comunità. Gli interventi di Ligama e Sposari reinterpretano queste icone tradizionali attraverso cromie e segni contemporanei, creando un dialogo visivo tra passato e presente. Le superfici murarie diventano così supporti narrativi: ogni immagine rimanda a storie locali, costumi e personaggi che hanno formato l’identità del borgo.

Il ruolo della street art nel racconto locale

In questo contesto la street art non è soltanto decorazione: è uno strumento di narrazione territoriale che rende accessibile la memoria collettiva sia ai residenti sia ai visitatori. Le opere, dislocate lungo le vie del centro storico, trasformano il percorso urbano in un itinerario culturale capace di valorizzare il patrimonio immateriale senza snaturarlo, ma rafforzandone il significato.

La Festa della Pita interpretata da Attorrep

Il secondo filone tematico riprende la Festa della Pitamomento centrale della tradizione locale che coinvolge l’intera comunità. A questa cerimonia è dedicata una delle opere realizzate da Attorrepartista che oltre a firmare un intervento è anche direttore artistico del festival. L’opera racconta il rito del grande abete scelto sui monti e trasportato in paese, evocando il forte legame tra la comunità e il paesaggio del Pollino.

Un rito collettivo nella pittura murale

Rappresentare la Festa della Pita su una parete significa fissare un rito orale e pratico in un documento visivo permanente: la pittura murale restituisce il gesto del trasporto dell’abete e i legami sociali che lo accompagnano, offrendo una chiave di lettura contemporanea per comprendere pratiche che si ripetono ogni anno.

Osa Festival: dalle radici a Diamante alle esperienze internazionali

Osa Festival nasce a Diamante e, nella sua crescita, ha portato il concetto di muralismo oltre i confini locali. Il progetto ha sviluppato collaborazioni in Europa, Asia e America, con esperienze in SpagnaArmenia e negli Stati Unitidove il festival ha curato due edizioni a Minneapolis. In Italia l’attività si è estesa dalla Calabria alla Basilicata e al Lazio, con iniziative mirate alla riqualificazione di borghi e aree interne.

L’approccio del festival punta a costruire un rapporto autentico tra arte contemporanea e comunità locale: ogni progetto nasce dall’ascolto del territorio e si integra nel tessuto sociale attraverso opere che rimandano a usi, costumi e tradizioni. Il risultato a Alessandria del Carretto è un museo diffuso che valorizza il patrimonio immateriale e crea nuovi percorsi di fruizione culturale nel borgo.

Con questa operazione, che ha portato alla realizzazione di sei murales, l’intento dichiarato è quello di rafforzare l’attrattività del paese, favorire la conoscenza delle sue radici e stimolare un turismo culturale sensibile alle identità locali. L’intervento rappresenta inoltre un esempio concreto di come l’arte pubblica possa contribuire alla rigenerazione e alla promozione dei borghi interni.

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