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Riduzione organico ATA: 129 posti in meno e rischi per la sicurezza nelle scuole calabresi

La bozza dell'organico ATA prevede meno collaboratori scolastici: la UIL chiede che i tagli non siano decisi solo sui numeri

Riduzione organico ATA: 129 posti in meno e rischi per la sicurezza nelle scuole calabresi

La bozza dell’organico ATA per l’anno scolastico 2026/2027 ha acceso il dibattito in Calabria: la proposta riduce complessivamente il personale di 129 posti rispetto all’anno precedente, una decisione che il sindacato UIL Scuola Calabria giudica altamente penalizzante. Nel documento diffuso dal sindacato si sottolinea come la perdita di organico, in particolare quella dei collaboratori scolastici, impatti sulla sicurezza, sull’apertura dei plessi e sull’assistenza quotidiana agli studenti, creando difficoltà organizzative nelle scuole sparse sul territorio.

Il tema, spiegano i rappresentanti della UIL, non è solo numerico: la Calabria presenta molti plessi distribuiti in aree interne, edifici complessi e istituti con laboratori e palestre che richiedono gestione continua. Per questo motivo il sindacato chiede che la distribuzione dei posti sia valutata guardando alle specificità locali e non esclusivamente a parametri statistici, perché la riduzione proposta rischia di aumentare i carichi di lavoro e di indebolire il supporto a studenti in condizioni di fragilità.

Impatto pratico dei tagli

Secondo la UIL, la voce più critica è la perdita di 121 collaboratori scolastici, figure fondamentali per la vigilanza, l’igiene e l’assistenza agli alunni. La riduzione di personale significa, nelle scuole con plessi separati e orari differenziati, maggiori difficoltà nell’aprire i locali, garantire la sorveglianza durante gli intervalli e sostenere l’inclusione degli studenti con bisogni educativi speciali. Inoltre, la minore presenza di personale può incidere sul monitoraggio degli spazi comuni e sulla prontezza a gestire situazioni di emergenza o guasti strutturali.

Collaboratori scolastici: ruoli ampliati e risorse insufficienti

Il sindacato ricorda che il contratto collettivo nazionale 2019/2026 ha ampliato i compiti dei collaboratori, includendo attività di assistenza all’igiene personale per i bambini dell’infanzia e della primaria. Per la UIL questa estensione di responsabilità è stata attuata senza un adeguato incremento di risorse, formazione o riconoscimento professionale, creando un divario tra le aspettative operative e la disponibilità concreta di personale per svolgerle in sicurezza.

Assistenti amministrativi e tecnici: meno numeri, meno valorizzazione

Oltre ai collaboratori, la bozza registra una diminuzione degli assistenti amministrativi e una mancata valorizzazione degli assistenti tecnici, profili importanti per la gestione burocratica e per il supporto a laboratori e attività didattiche specialistiche. La UIL definisce questa scelta come una visione miope, perché ridurre questi profili significa rallentare pratiche amministrative, complicare il funzionamento dei laboratori e impoverire l’offerta educativa complessiva delle scuole.

Le critiche del sindacato e le richieste all’amministrazione

La posizione della UIL non nega che siano stati fatti calcoli attenti nella predisposizione dell’organico, ma contesta la metodologia che privilegia parametri numerici generici rispetto alla realtà concreta degli istituti calabresi. Per questo il sindacato chiede all’amministrazione una diversa logica di ripartizione, che tenga conto delle specificità provinciali, della distribuzione geografica dei plessi e della presenza di studenti con disabilità, così da evitare che i tagli diventino un fattore di indebolimento della scuola pubblica.

Richiesta di redistribuzione provinciale

Tra le proposte avanzate c’è l’invito a una ripartizione provinciale dell’organico che consideri indicatori territoriali e strutturali, non solo l’andamento demografico. La UIL propone di valutare, ad esempio, il numero di plessi dislocati, la complessità degli edifici, la presenza di servizi specialistici e la necessità di assistenza continua per garantire che ogni istituto abbia il personale necessario per funzionare in sicurezza e con continuità didattica.

Conclusioni e appello finale

Per la UIL Scuola Calabria la riduzione proposta non può essere interpretata come una semplice conseguenza del calo demografico; al contrario, secondo il segretario generale Luca Scrivano, questa fase dovrebbe essere usata per ripensare il servizio, potenziare l’inclusione e valorizzare il lavoro del personale ATA. Il sindacato chiede pertanto un confronto aperto con le istituzioni per rivedere la bozza e trovare soluzioni che non compromettano la sicurezza, la vigilanza e l’assistenza nelle scuole calabresi.

In conclusione, la richiesta è chiara: evitare tagli automatizzati e programmare un organico che risponda alle esigenze reali degli istituti. Solo così, sostiene la UIL, sarà possibile mantenere un sistema scolastico pubblico che sia efficiente, inclusivo e sicuro per studenti, docenti e personale ATA.

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