La Calabria si è consolidata come una delle regioni più rilevanti per l’apicoltura in Italia. Nel corso di un incontro tenutosi alla Cittadella regionale sono stati illustrati dati che sottolineano la crescita e la progressiva strutturazione del comparto: la regione conta 2.184 aziende apistichecirca 159.067 alveari censiti e una produzione annua stimata in circa 2.300 tonnellate di miele, pari a circa 8,4% della produzione nazionale.
All’iniziativa hanno partecipato rappresentanti istituzionali e tecnici del settore, fra cui l’assessore all’Agricoltura Gianluca Galloil direttore generale del Dipartimento Agricoltura Giuseppe Iiritano e il dirigente del settore Ambiente e Zootecnia del Servizio fitosanitario regionale Giovanni Pondullo. Le cifre presentate mettono in evidenza sia la diffusione territoriale dell’apicoltura che la sua importanza economica e ambientale.
Dati territoriali e specializzazioni produttive
La mappa degli allevamenti apistici in Calabria è capillare: sul territorio sono registrati circa 7.108 apiari distribuiti tra aree montane, la fascia ionica e le coste tirreniche. Tra le produzioni più rappresentative si segnalano i mieli di sullaagrumicastagnomillefiorieucalipto e melatavarietà che riflettono la ricca biodiversità regionale e contribuiscono a un’offerta diversificata e apprezzata sui mercati.
Percentuali e confronto con la media nazionale
Due indicatori mettono in luce la professionalità del settore calabrese: nonostante gli apicoltori della regione rappresentino una quota contenuta del totale nazionale, circa il 95% della produzione regionale è destinato alla commercializzazionevalore nettamente superiore alla media italiana. Inoltre, la dimensione media delle imprese locali è più elevata: in Calabria ogni azienda conta mediamente circa 230 alveariun valore che denota una maggiore capacità produttiva rispetto alla media nazionale.
Politiche regionali e sostegno alla filiera
La Regione Calabria ha ribadito l’impegno nel sostenere l’apicoltura come settore strategico per la biodiversità e per l’economia locale. L’assessore Gianluca Gallo ha evidenziato come negli ultimi anni il sistema mellifero regionale abbia registrato una forte evoluzionesono aumentate le produzioni, il numero degli alveari e la capacità dei produttori di valorizzare il miele attraverso pratiche di invasettamento e vendita diretta. Per sostenere questa trasformazione, la Regione destina risorse pubbliche annuali che si attestano intorno a 3 milioni di euro.
Oltre al supporto finanziario, il settore sta beneficiando di un’organizzazione più strutturata: il riconoscimento di organismi collettivi e la collaborazione tra le associazioni di categoria hanno favorito processi di valorizzazione e marketing territoriale. Secondo quanto sottolineato dall’amministrazione regionale, l’apicoltura è considerata una filiera che coniuga tutela ambientale e opportunità economiche per le comunità locali.
Mercati e prospettive commerciali
La qualità del prodotto calabrese e la varietà di mieli disponibili hanno permesso alle aziende regionali di consolidare sbocchi commerciali al di fuori della regione. La capacità di trasformare e commercializzare il miele ha portato a un radicamento sui mercati nazionali, con una presenza significativa di confezioni e marchi calabresi nei circuiti di vendita più dinamici.
Nel complesso, i dati e le scelte politiche illustrate alla Cittadella regionale descrivono un comparto in crescita, orientato alla qualità e sostenuto da investimenti pubblici mirati. L’apicoltura calabrese viene così indicata come una risorsa capace di esprimere sia il valore ambientale della regione sia potenzialità economiche concrete per il futuro.


